News dal territorio

Welfare aziendale territoriale, l’inizio di una riflessione

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Uscire dal perimetro della singola impresa per integrare le esigenze del sistema territoriale nel suo complesso: sembra essere questa la nuova traiettoria di sviluppo del welfare aziendale. Il welfare aziendale territoriale si sta configurando come un fenomeno che comprende progettualità ed esperienze d’impresa condivise tra diversi attori a livello locale.

Tuttavia questo processo di c.d. territorializzazione del welfare aziendale non sta seguendo un unico modello ma si sta articolando, caso per caso, secondo approcci diversi [Cfr. Pesenti L., La territorializzazione del welfare: spunti di riflessione, in V. Cesareo (a cura di), Welfare Responsabile, Vita e Pensiero, 2017, pp. 201-224].

Sono infatti significative le differenze tra le esperienze in termini di attori coinvolti, modalità di aggregazione territoriali e azioni realizzate dai progetti. Uno degli elementi che sembra accomunare queste iniziative è rintracciabile nella loro dimensione reticolare  e aggregativa: Con l’espressione welfare territoriale, ci si riferisce a misure di welfare secondario attuate mediante strumenti – in genere la contrattazione collettiva territoriale e il contratto di rete – che consentono alle imprese collocate in un determinato territorio di aggregare le proprie competenze e risorse economiche per sostenerne la relativa progettazione e l’implementazione, anche con il coinvolgimento di una molteplicità di soggetti pubblici e privati anch’essi presenti sul territorio di riferimento” [A. Mauro, Welfare Territoriale – Dizonario breve sul welfare aziendale, Bollettino Adapt, 2017, n. 41].

Occorre quindi chiedersi se la presenza di una dimensione di rete sia un requisito necessario per poter parlare di welfare aziendale territoriale o se invece sia sufficiente una capacità delle esperienze, anche di singola impresa, di generare beni dal carattere non solo selettivo ma anche collettivo [si veda ancora Pesenti L., La territorializzazione del welfare: spunti di riflessione, in V. Cesareo (a cura di), Welfare Responsabile, Vita e Pensiero, 2017, pp. 201-224]. Certo è che questi due aspetti non sono tra loro escludenti e spesso si trovano a convivere nelle esperienze di territorio.

L’esigenza di approfondire lo studio in materia rileva soprattutto se consideriamo le contaminazioni tra i concetti di Corporate Social Responsability, welfare territoriale, secondo welfare territoriale e welfare aziendale di territorio. Si conferma dunque la necessità di approcciare il fenomeno con uno sguardo ampio e complessivo che sappia cogliere i punti di contatto, le sinergie ma anche le differenze tra le esperienze. E’ evidente che l’espressione welfare aziendale territoriale oggi è riferita solo in parte al welfare occupazionale del territorio ma piuttosto comprende al suo interno anche «soluzioni innovative sotto il profilo sociale in grado di leggere i bisogni del territorio e di tutti i suoi cittadini (non solo quindi dei lavoratori), valorizzando le risorse presenti nel contesto locale di riferimento: da quelle finanziarie a quelle organizzative, da quelle umane fino alle nuove tecnologie» (si veda F. Maino, F. Razzetti, V. Santoni, L. Pesenti, Impresa Possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo, I quaderni della Fondazione CRC, 2018, n. 33). Si comprende dunque come i confini del welfare aziendale territoriale siano tutt’altro che definiti.

Oltre alla dimensione di rete dunque, nelle esperienze di welfare aziendale c.d. territoriale si possono rintracciare anche obiettivi e finalità comuni che sono principalmente riconducibili ai seguenti ambiti:

  • promozione della diffusione del welfare aziendale e delle misure di conciliazione vita lavoro sul territorio;
  • integrazione e creazione di sinergie tra il welfare pubblico e quello privato;
  • creazione di un valore condiviso;
  • generazione di impatti sociali sul territorio.

È in tal senso (Cfr. M. Tiraboschi (a cura di), Welfare for people. Il primo rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia, Adapt University Press, 2018) che il welfare aziendale inserito in logiche di prossimità e di comunità può contribuire a rafforzare il rapporto tra imprese e territorio, inteso come luogo di vita e al tempo stesso stesso di produzione, fungendo da leva per lo sviluppo locale.

Tuttavia da un punto di vista analitico si riscontra una carenza di strumenti e chiavi di lettura per studiare i modelli di welfare aziendale condiviso che si stanno sviluppando sul territorio. Emerge la necessità di approfondire maggiormente la tipologia delle iniziative per dar conto delle diverse esperienze territoriali da un punto di vista pratico. La proposta è quindi di provare a costruire un’analisi per tipologie basate sull’oggetto specifico delle iniziative, sulle loro peculiarità, sugli attori coinvolti, sui beneficiari diretti e indiretti. In questo modo è possibile costruire una mappatura delle diverse esperienze utile a una riflessione complessiva sul processo di c.d. territorializzazione del welfare, alla ridefinizione e allo studio del fenomeno.

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