Esperienze welfare

Produttività e miglioramento del clima aziendale, il welfare aziendale nell’accordo Benetton

Migliorare il clima aziendale per favorire una maggiore produttività e serenità nei rapporti di lavoro. A questo obiettivo Benetton collega alcune iniziative di conciliazione vita-lavoro, previste dall’accordo dello scorso 22 marzo 2018, con particolare attenzione a:

  • il reinserimento dei dipendenti al rientro dalla maternità, da congedi o da malattie di lungo periodo;
  • l’agevolazione delle richieste di part-time, di flessibilità oraria d’ingresso, di cambi turno, di concessione dei permessi;
  • le richieste di aspettative non retribuite (quali quelle per studio o per volontariato);
  • l’introduzione del lavoro agile;
  • la possibilità di introdurre una bacheca sindacale virtuale;
  • l’individuazione di un tutor per i dipendenti diversamente abili, la definizione del loro ruolo e un’informativa annuale sulla materia.

Si conferma l’attenzione, sempre più frequente negli accordi aziendali, sulla necessità di creare un clima inclusivo orientato verso il c.d. diversity management e in grado di facilitare e valorizzare il rientro al lavoro dei dipendenti dopo lunghe assenze. Inoltre, anche in questo accordo, il lavoro agile è individuato come uno strumento di conciliazione vita – lavoro, non rappresentando dunque soltanto una misura organizzativa ma avendo anche una finalità sociale oltre che produttiva (per una mappatura funzionale delle misure di welfare Cfr. M. Tiraboschi (a cura di), Welfare for people. Il primo rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia, Adapt University Press, 2018).

Da segnalare inoltre l’intento di promuovere forme di solidarietà tra i dipendenti attraverso l’introduzione di una Banca ore etica: i lavoratori potranno donare volontariamente una parte o la totalità delle ore accantonate negli anni precedenti (a titolo di ferie, ex-festività soppresse o banca ore) a favore di colleghi che ne avessero necessità per comprovati motivi.

Nell’integrativo è presente anche la materia welfare aziendale con la previsione di un premio welfare di 40€ per il 2018 e 2019 e di 50€ per il 2020 e un programma da implementare grazie al coinvolgimento di una Commissione tecnica paritetica. La Commissione si occuperà di approfondire, anche con il supporto di esperti esterni, gli elementi tecnici collegati al sistema di welfare e di valutare le misure maggiormente efficaci nel rispondere alle esigenze della popolazione aziendale. Particolarmente interessante, in chiave di relazioni industriali, risulta essere il suo coinvolgimento nella valutazione per l’applicazione e il funzionamento della nuova copertura sanitaria. Questo imporrà necessariamente alle parti un ragionamento di confronto e di raccordo tra le misure previste dal CCNL Tessile – Abbigliamento Industria (attraverso il fondo Sanimoda) con quelle già presenti a livello aziendale. Tale aspetto, richiamato nell’accordo Benetton, non si riscontra invece in maniera diffusa nella contrattazione aziendale in cui, frequentemente, il tema è sviluppato in modo tutt’altro che sistemico rispetto al contesto di relazioni industriali e alla contrattazione di nazionale di riferimento (sul punto si veda M. Tiraboschi (a cura di), Welfare for people. Il primo rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia, Adapt University Press, 2018).

È prevista inoltre una formazione specifica per i delegati sindacali e per i dipendenti sui temi del welfare aziendale, dell’assistenza sanitaria, lavoro agile e conciliazione vita – lavoro.

A ciò si aggiunge la possibilità per i dipendenti di convertire  in welfare (c.d. welfarizzazione del premio di risultato , si veda Le parole del welfare) , totalmente o parzialmente, il premio di risultato, legato all’incremento di un indicatore di efficienza. Viene inoltre riconosciuto in welfare un ulteriore 10% del valore del premio convertito (20% se la conversione è totale). In questa forma, ovvero come modalità di erogazione del premio di risultato, il welfare è direttamente collegato alla parte economica variabile del contratto.

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