Osservatorio

Pensare il welfare in termini sussidiari e partecipati

La video-intervista al prof. Michele Tiraboschi, coordinatore scientifico di ADAPT, a margine dell’evento di presentazione del Secondo Rapporto Welfare for People del 26 marzo 2019.

“Normalmente noi pensiamo al Welfare come una misura distributiva che dà sicurezza e tutele. Certamente c’è questa componente fondamentale ma che viene letta nell’ottica delle relazioni industriali e quindi anche nell’ottica della produttività.

La sfida che lanciamo con questo rapporto è ripensare il modo di fare impresa nelle aziende, nei territori, nei settori produttivi mettendo al centro il benessere dei lavoratori che diventa un elemento fondante, un collante molto importante per tenere assieme le esigenze della giustizia, della distribuzione con le esigenze e l’efficienza e la produttività

Quali ritorni di produttività si sono visti in questo periodo per quanto riguarda le imprese e le piccole imprese e soprattutto quale spazio di mercato si apre?

Il tema che stiamo vivendo è una grande trasformazione lavoro che stiamo leggendo solo in termini tecnologici… ma c’è dietro anche un grandissimo cambiamento demografico, l’invecchiamento della popolazione, l’esplosione malattie croniche… quindi difficoltà oggettive che hanno le persone che devono stare a lungo nel mercato del lavoro.

Quello che emerge da questo rapporto è che sicuramente il Welfare aziendale è diffuso nelle grandi aziende specialmente nel nord, nei principali settori produttivi meccanica e chimica…ma dove è diffuso diventa un elemento di coesione, un elemento di forza che da maggiore produttività alle aziende ma anche maggiore benessere, sicurezza, tranquillità ai lavoratori. Quindi una formula vincente che Chiaramente deve essere poi adottata, adattata e riproposta anche in territori meno fortunati e verso la rete delle piccole e piccolissime imprese.

Oggi viviamo l’economia del 4.0. Un’economia di rete anche per le piccole aziende che da sole non riescono a sviluppare piani di welfare dovrebbero capire l’importanza delle logiche di rete e quindi ancora una volta la centralità dei corpi intermedi, della rappresentanza che può aiutare i vari soggetti a costruire delle previsioni, delle misure di sostegno che vanno rivolte a lavoratori che sono magari dispersi nei territori che lavorano in piccole aziende

C’è anche il welfare territoriale che potrebbe anche aiutare ad affrontarne i costi ma soprattutto c’è anche uno sconto fiscale che è stato rinnovato dalla legge di stabilità.

Si, l’importante è non inseguire semplicemente l’incentivo fiscale che è un elemento importante… ma capire il senso di questo incentivo.

Dal 2015-2016 l’incentivo fiscale è stato legato a logiche di contrattazione collettiva, di bilateralità e quindi a logiche di ripensare il Welfare in termini sussidiari, in termini partecipati, in termini territoriali.

Questo non tanto perché c’è un arretramento del Welfare pubblico rispetto al Welfare privato, ma proprio perché è cambiato il modo di lavorare e di produrre. Oggi le aziende che si sviluppano dentro ecosistemi territoriali. Questi ecosistemi sono possibili, sono forti, sono competitivi se sono dotati di infrastrutture non solo tecnologica ma anche di welfare

 

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