Osservatorio

Parlare di welfare aziendale è parlare dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori

La video-intervista a Annamaria Furlan, Segretario generale CISL, a margine dell’evento di presentazione del Secondo Rapporto Welfare for People del 26 marzo 2019.

 

Puntare sul welfare anche nella contrattazione aziendale: quanto è importante?

Importantissimo, ormai fa parte di tanti contratti nazionali ma in modo particolare dei contratti aziendali e territoriali. Parlare di welfare aziendale significa parlare dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori e delle lavoratrici, e anche delle loro famiglie. In questi anni il nostro osservatorio ha registrato davvero tanta contrattazione, in modo particolare sul territorio, nelle aziende: una contrattazione che favorisce la qualità della vita dei lavoratori e spesso anche dei familiari. Parliamo dei nidi aziendali, parliamo della possibilità attraverso il welfare aziendale di avere previdenza integrativa, sanità integrativa. Ma anche possibilità di utilizzare il welfare aziendale per lo studio dei figli, per accudire attraverso supporti alla non autosufficienza i genitori anziani dei lavoratori e delle lavoratrici. Quindi uno strumento di contrattazione molto importante, che può anche collegare i bisogni di un’impresa, i bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici e anche i bisogni del territorio. Abbiamo avuto esperienze anche ad esempio di nidi aziendali che hanno potuto offrire questa possibilità al di là dei lavoratori e delle lavoratrici dell’azienda ma anche su un territorio dove magari c’è bisogno di questo servizio perché non è sufficiente il servizio che viene offerto. Quindi uno strumento straordinario di integrazione della contrattazione.

Il welfare territoriale è una soluzione anche per le piccole e medio imprese?

E’ la soluzione. Quando parliamo di piccole imprese, e in qualche caso anche di medie imprese, il territorio può diventare davvero protagonista attraverso la contrattazione e attraverso lo strumento principe per il welfare aziendale che in questo caso può essere anche la bilateralità sul territorio.

Nelle piccole imprese il sindacato è meno presente, potrebbe avere un ruolo attivo?

Un ruolo molto attivo attraverso ovviamente la nostra rappresentanza sul territorio. Un modo per stare vicino ai bisogni del territorio e ai bisogni delle persone

Dal governo non arrivano indicazioni per lo sviluppo e la crescita.

Purtroppo il vero dato di deficit del paese. Noi abbiamo il 9 febbraio fatto una grandissima manifestazione, innanzitutto di proposta, dove abbiamo messo al centro crescita, sviluppo, formazione, innovazione e ricerca: le vere leve per far ripartire questo paese. Abbiamo aperto una serie di tavole di confronto: finora non se ne vedono obiettivamente i frutti, in modo particolare per quanto riguarda lo sblocco delle infrastrutture e quindi la centralità delle grandi e delle medie opere di cui paesi ha assolutamente bisogno. Tutte le infrastrutture sono bloccate: sia quelle per collegare meglio il sud col nord del paese, sia quelle ovviamente che collegano il paese con il resto dell’Europa. Basterebbe sbloccare le opere per avere subito circa 400 mila occupati in più. Credo che questa sia la vera leva che il governo può immediatamente utilizzare. Bisogna uscire dal pregiudizio ed entrare invece in una logica di far crescere e ripartire il paese

Intravede il rischio di una manovra bis?

I conti purtroppo ci dicono che il rischio è assolutamente concreto. Noi avremo bisogno nella prossima finanziaria di recuperare le risorse che non arrivano da crescita e sviluppo. Quei tre punti che poi sono diventati un punto e mezzo e poi nella finanziaria sono diventati un punto per la crescita, in realtà non ci sono. Quindi parliamo di 10-15 miliardi a seconda se la crescita sarà 0 o 0.2. Ma li siamo. Più ovviamente anche i tanti miliardi per non far crescere l’IVA nel nostro paese, a danno ovviamente dell’economia delle imprese e soprattutto anche delle famiglie. Quindi la situazione è questa. L’unica soluzione alternativa vera è far ripartire lo sviluppo

Siete pronti a tornare in piazza?

Noi la piazza la frequentiamo, anche attraverso le tante azioni delle nostre categorie che sono programmate in questi mesi: una grande iniziativa per i lavoratori e le lavoratrici della pubblica amministrazione, dei nostri pensionati e delle pensionate che vedranno ancora una volta decurtare le loro pensioni. E poi una grande manifestazione per il sud, completamente dimenticato dalla legge finanziaria. Anche i metalmeccanici e le metalmeccaniche del sindacato stanno organizzando un’iniziativa. Quindi attraverso queste, attraverso il primo maggio, un’iniziativa importante sulla centralità dell’Europa e anche il rapporto tra la cultura e il lavoro che abbiamo organizzato per Matera. Tante iniziative, tante piazze dove faremo sentire forte la voce del sindacato del nostro Paese.

 

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