Le misure a sostegno della natalità 2020
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 02 Apr 2020 |

L’anno 2019 ha fatto registrare il livello più basso di ricambio naturale dal 1918: a fronte di 647mila decessi sono state, solo, 435 mila le nascite. Inoltre, per il quinto anno consecutivo, cala anche la popolazione residente in Italia. Numeri (fonte ISTAT) che segnalano un ricambio generazionale davvero difficoltoso e che impongono una riflessione sulla tenuta del nostro sistema economico e sociale. In questo quadro risulta evidente l’esigenza di riuscire a offrire un maggior sostegno alla natalità e alle misure rivolte alle famiglie. Lasciando qui da parte le misure di congedo (per un focus sulle misure di congedo di paternità si veda qui), vediamo quali contributi sono stati previsti per il 2020.

BONUS BEBE’

La Legge di Stabilità 2020 ha confermato il c.d. Bonus Bebè ovvero l’Assegno di Natalità riconosciuto mensilmente alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo sino al compimento del primo anno di età o d’ingresso nel nucleo familiare. L’importo viene rimodulato in base all’ISEE prevedendo una maggiorazione del 20% per il secondo figlio (Tabella 1) come segue:

Non cambiano dunque, rispetto al 2019, gli importi massimi e minimi della misura ma il loro valore viene ricalibrato differentemente su nuove soglie ISEE. Nel 2019 infatti non erano previste tre fasce reddituali ma solo due ovvero (inferiore a 7.000€ e tra i 7.000€ e i 25.000€) e al di sopra dei 25.000€ di ISEE non veniva riconosciuto alcun beneficio.

Dal 2020, niente cambia per ISEE inferiori ai 7.000€, risultano invece penalizzati coloro che hanno un ISEE tra 7.000 e 25.000. Questi, che lo scorso hanno avrebbero preso l’importo pieno, si vedono riconosciuti 120€ come coloro che hanno un ISEE 25.000€-40.000€ e che invece lo scorso anno non avrebbero avuto diritto al beneficio. La nuova declinazione universale infine riserva un importo di 80€ al mese per coloro che superino il tetto dei 40.000€ di ISEE (si veda INPS).

Si ricorda che la domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita/ingresso nel nucleo familiare fermo restando che, qualora la domanda venisse presentata oltre tale termine, l’assegno è comunque riconosciuto ma decorre dal mese di presentazione della domanda.

BONUS MAMMA DOMANI

Anche per il 2020 è previsto un premio di 800€ per le donne per la nascita del figlio (anche per adozione e affidamento). Non sono previsti qui limiti di reddito ma le gestanti e madri, cittadine italiane, comunitarie o non comunitarie, devono essere regolarmente presenti e residenti in Italia (per ulteriori dettagli si veda qui). La domanda all’INPS può essere presentata a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza e improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

BONUS ASILO NIDO

Già nel 2019 il Bonus asilo nido, di cui vi abbiamo parlato qui, è stato gradualmente incrementato passando a 1.500 su base annua (in precedenza il suo valore era di 1000€). Dal 2020 (si veda art. 1, comma 343, l.n. 160/2019) è stato poi introdotto un ulteriore rafforzamento della misura riconoscendo un contributo massimo complessivo di 3.000€ annuo, modulato in base a fasce ISEE (come in Tabella 2) ed erogato mensilmente. In particolare, tale beneficio si sostanzia in un contributo per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati autorizzati (anche c.d. “Contributo asilo nido”) oppure per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche (anche c.d. “Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

Restano escluse dal rimborso le spese sostenute per «servizi all’infanzia diversi da quelli forniti dagli asili nido (ad esempio ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, baby parking, etc.) per i quali i regolamenti degli enti locali prevedono requisiti strutturali e gestionali semplificati, orari ridotti e autorizzazioni differenti rispetto a quelli individuati per gli asili nido» (si veda Circolare INPS n. 27/2020).

IL NUOVO CONTRIBUTO (CORONA VIRUS) BABY-SITTING

Con il Decreto Cura Italia (d.l. n. 18 del 17 marzo 2020) per rispondere all’emergenza Corona Virus è stato introdotto in questi giorni per i dipendenti del settore privato,  per i genitori lavoratori iscritti alla gestione separata e per gli autonomi (art. 23, Decreto Cura Italia) un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting di 600€. Tale beneficio si applica a coloro che abbiano figli fino a 12 anni o con disabilità (senza limiti di età) per prestazioni acquistate nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole. È inoltre alternativo alle specifiche misure di congedo di cui nel Decreto Cura Italia.

Stesso contributo, ma di importo superiore, per i lavoratori del settore pubblico e privato accreditato della sanità (appartenenti alle categorie medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori socio-sanitari) e dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze legate all’emergenza COVID-19 (art. 25, comma 3, d.l. 18/2020). A questi è infatti riconosciuto un bonus di 1.000€ per servizi di baby-sitting. 

Da segnalare che il 24 marzo è uscita l’attesa Circolare INPS n. 44/2020 contenente le indicazioni l’accesso al beneficio. Per quanto riguarda la compilazione della domanda l’istituto previdenziale prevede, come di prassi, tre modalità ovvero tramite applicazione web INPS, tramite contact center integrato e tramite i patronati.

L’erogazione del bonus, come stabilito dal decreto, avviene mediante il libretto di famiglia (di cui all’art. 53-bis, l.n. 50/2017) rispetto cui si trovano le indicazioni necessarie per la sua attivazione anche al paragrafo 5 della stessa Circolare INPS n. 44/2020.

Da ultimo si ricorda che, a partire dallo scorso anno (2019), era stato eliminato il c.d. contributo baby sitting /asili nido che, con diverse proroghe e modifiche dal 2013 al 2018, consentiva alle madri lavoratrici di richiedere voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per fare fronte alle spese per i servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Tale beneficio veniva riconosciuto entro gli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità, in alternativa al congedo parentale, per un valore di 600€ mensili per un massimo di sei mesi. Tuttavia, come detto, la misura era stata cancellata già dal 2019. Le previsioni del Cura Italia vanno così, se pur in via emergenziale, a reintrodurre provvisoriamente una tipologia di misura non del tutto nuova ma che si era scelto (opportunamente?) di eliminare negli ultimi anni.

BABY SITTER E WELFARE AZIENDALE

Le prestazioni di baby-sitting sono comunque, a tutti gli effetti, ricomprese tra i servizi di educazione e istruzione per i figli, erogabili anche in modalità rimborsuale, ai sensi dell’art. 51, comma 2, lett. f-bis del TUIR, quale forma di welfare aziendale (sul punto si veda Fare Welfare in azienda. Guida pratica per imprese, consulenti, sindacalisti e operatori). La Legge di Stabilità 2020 ha infatti confermato il quadro normativo vigente in cui è previsto che le suddette prestazioni, se oggetto di un contratto o di un regolamento aziendale, siano interamente deducibili dal reddito d’impresa (art. 95 TUIR) e non concorrano alla formazione del reddito di lavoro dipendente (art. 51 TUIR). Nel caso specifico dei servizi per l’educazione e l’infanzia rivolti ai figli questo è possibile senza alcun limite d’importo (così come per tutto l’articolato delle lettere f dell’art. 51, comma 2 del TUIR). In tal senso anche il welfare aziendale potrebbe contribuire a fornire un piccolo ulteriore sostegno alle famiglie in questa situazione di emergenza.

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