Congedo di paternità 2020: più giorni per i papà
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 24 Mar 2020 |

Per tutti i papà che abbiano un lavoro dipendente, il nuovo anno si è aperto con una buona notizia prevista dalla Legge di Bilancio (art.1, comma 342, l.n. 160/2019). Dal 2020 saranno infatti sette i giorni di congedo obbligatorio previsti per la nascita di un figlio a cui i neo-papà avranno accesso (stesse previsioni in caso di adozione e affidamento). Non rileva in questo caso la tipologia di lavoro della madre (sia essa dipendente, autonoma o casalinga) configurandosi come un diritto autonomo del padre lavoratore.

Un incremento dai precedenti 5 giorni agli attuali 7, che avvicina l’Italia a quanto previsto dalla Direttiva (UE) 2019/1158 (G.U. Unione Europea 12 luglio 2019), che dispone l’introduzione di 10 giorni di congedo di paternità (ve ne abbiamo parlato qui). Previsione che, anche in questo caso, lascerebbe fuori i lavoratori autonomi, almeno se pensata in relazione al sistema contrattuale italiano. L’applicazione della stessa è infatti rivolta a «tutti i lavoratori che hanno un contratto di lavoro o un altro rapporto di lavoro, compresi i contratti di lavoro o i rapporti di lavoro riguardanti lavoratori a tempo parziale, lavoratori a tempo determinato o persone che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro con un’agenzia interinale […] per quanto riguarda i criteri per determinare lo status di un lavoratore, spetta agli Stati membri definire i contratti di lavoro e i rapporti di lavoro».

Ad ogni modo legislazione nazionale, nell’arco di 2 anni, si dovrà allineare a tali previsioni per cui nel il 2021 è atteso un ulteriore incremento dei giorni di congedo di paternità obbligatorio sino a raggiungere il target europeo dei 10 giorni.

Si ricorda che in materia dei congedo di paternità obbligatorio l’Italia si è mossa, sin dalla loro introduzione nel 2012 con interventi di carattere contingente, piuttosto che strutturali, prevedendone il loro riconoscimento per un periodo limitato, di volta in volta sempre rinnovato e aumentato, in questi anni. Con la Direttiva Europea la misura dovrà invece trovare necessariamente un riconoscimento strutturale. Tuttavia ciò non è avvenuto con l’ultimo intervento della Legge di Stabilità 2020 che disciplina la materia per il suddetto anno rimandando, probabilmente, la definizione di una previsione organica sulla materia a partire dal 2021, anno in cui dovrà avvenire l’allineamento tra disposto nazionale e disciplina europea.

 

 

Per il 2020 è stata inoltre confermata, qui solo a livello nazionale, un’altra misura di congedo rivolta ai lavoratori dipendenti ovvero il congedo di paternità facoltativo, come già previsto dalle Leggi di Stabilità 2018 e 2019. È dunque possibile usufruire per il padre di 1 giorno di congedo facoltativo in alternativa al congedo obbligatorio della madre (si veda lo stesso art. 1, comma 342, l.n. 160/2019). Pertanto si ricorda che il giorno di cui beneficerebbe il padre accorcia di un giorno il congedo obbligatorio della madre, se pur può essere usufruito in contemporanea.

Queste due tipologie di congedo sono fruibili dai lavoratori dipendenti entro i primi cinque mesi di vita della nascita, avvenuta dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Per entrambe è previsto per il lavoratore padre un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione come già specificato dall’INPS (si veda anche Circolare INPS n. 40/2013).

Ricordiamo invece che per il congedo di maternità obbligatorio è riconosciuta un’indennità pari al 80% della retribuzione. Se pur i congedi di paternità (obbligatorio e facoltativo) di cui vi abbiamo parlato sono una misura diversa rispetto al congedo obbligatorio di maternità (infatti limitatamente ai casi in cui è prevista la possibilità per il padre di usufruire al posto della madre del suo congedo obbligatorio l’indennità resta la stessa ovvero del 80%) è quanto meno interessante prendere in considerazione quali implicazioni derivino da una tale differenza.

In caso di congedo di paternità facoltativo una famiglia può scegliere di sostituire un giorno di congedo della madre con un giorno di congedo (facoltativo) del padre a cui però è riconosciuta un’indennità più alta. Se da un lato in termini culturali può apparire un incentivo per promuovere per i padri un maggior ricorso a congedi legati a compiti di cura, anche laddove non obbligatorio, con il massimo del sostegno economico dall’altro è difficile giustificare la ratio di una tale previsione visti anche i noti differenziali retributivi nel mondo del lavoro per genere, con svantaggio della componente femminile.

Stessa differenza che si riscontra per il congedo di paternità obbligatorio. Anche questo può avere una valenza in termini culturali, a maggior ragione se si pensa che non si trattata di 1 solo giorno, come nel precedente caso, ma di 7 giorni che come detto arriveranno a 10. Tuttavia in termini di equità di genere il differenziale tra le due indennità, sebbene quella di maternità abbia tutt’altra durata, risulta difficile da motivare e da accettare. L’assenza obbligatoria dell’uomo dal posto di lavoro infatti sembrerebbe valere di più in termini economici, sia per il soggetto stesso che in un quadro di sistema sociale, di quella della donna. Tale implicazione potrebbe oltremodo pericolosa per cui è auspicabile una maggiore equità tra le due previsioni, per esempio, sostenendo ulteriormente anche le indennità di maternità. Ad ogni modo, in termini assoluti è sicuramente da registrare come positivo questo rafforzamento dei congedi di paternità, restando in attesa (chissà se mai) di buone nuove anche per le lavoratrici.

Articoli recenti


Welfare aziendale e mobilità sostenibile



Le misure a sostegno della natalità 2020



Il Buono pasto 2020 (ai tempi del...



Congedo di paternità 2020: più giorni per...



ASCOM Torino e UBI Banca insieme per...


Sfrutta i vantaggi del welfare aziendale,
contattaci per creare il tuo

Piano welfare

Condividi l'articolo
Per maggiori informazioni leggi gli

Articoli correlati

Share This