Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo / 3 I settori metalmeccanico e chimico
Di Maria Sole Ferrieri Caputi Giulia Tiberi - 19 Giu 2020 |

La ricerca ha indagato la disciplina degli istituti del welfare all’interno della contrattazione collettiva di secondo livello presente nel territorio cuneese per i settori della metalmeccanica e della chimica attraverso il metodo delle relazioni industriali.

Come noto, a livello di CCNL quello del settore dell’industria metalmeccanica 2016, che risulta essere il più diffuso nel territorio cuneese con il 25,3% di imprese del territorio afferenti, è stato il primo a prevedere l’introduzione dei c.d. flexible benefit, in aggiunta alle misure di welfare contrattuale già previste, e uno dei primi a puntare sulla formazione continua. Diversa è stata invece la scelta del rinnovato CCNL dell’industria Chimica 2018, a cui aderiscono sul territorio di Cuneo un numero ben più limitato d’imprese ma comunque rilevante da un punto di vista occupazionale, che ha sì rafforzato il welfare contrattuale ma scegliendo di non allargare l’ambito ai flexible benefit, privilegiando le misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Attraverso la collaborazione con Confindustria Cuneo, è stato possibile mappare la diffusione delle misure di welfare all’interno dei contratti aziendali (n. 36) dei settori della metalmeccanica e della chimica nel territorio cuneese, a disposizione dell’Associazione, con riferimento al periodo 2016-2019. L’analisi evidenzia una diffusione del welfare aziendale nel 38,8% dei contratti analizzati che si discosta notevolmente dal dato del campione dell’indagine svolta Confindustria Cuneo (66%).

La contrattazione collettiva di secondo livello nel settore della metalmeccanica

Come detto la metalmeccanica è tra i settori più consistenti nel tessuto produttivo locale. Il 31,3% dei contratti analizzati (n. 32 per un totale di 6.175 addetti coperti) contengono prestazioni e misure di welfare, particolarmente diffuse nelle aziende di grandi dimensioni (in 4 aziende su 5 aventi più di 500 addetti).

Guardando alla distribuzione delle misure (Tabella 1) la prestazione più contrattata risulta essere l’istituzione di una mensa aziendale o l’erogazione di buoni pasto con una percentuale del 30,3%, dato che evidenzia la strategicità che un tale strumento rappresenta nell’organizzazione aziendale, seguita dai buoni acquisto comprendenti buoni spesa, shopping card, convenzioni per acquisti e buoni carburante con il 27,3%.

Tabella 1 Distribuzione delle misure e delle prestazioni di welfare CCNL Metalmeccanico

Formazione 3%
Trasporto e mobilità 9,1%
Buoni acquisto 27,3%
Buoni pasto/mense aziendali 30,3%
Flessibilità organizzativa / conciliazione vita-lavoro 24,2%
Assistenza sanitaria 12,2%
Prevenzione complementare 9,1%
Educazione / istruzione 18,2%
Attività ricreative/tempo libero 15,2%

Fonte: Confindustria Cuneo

Subito dopo troviamo il dato relativo alle previsioni afferenti all’area “flessibilità organizzativa/conciliazione vita-lavoro”, con una percentuale pari al 24,2% ovvero di quell’insieme di misure riguardanti, nello specifico, alcuni aspetti della organizzazione dell’orario di lavoro (flessibilità in entrata e in uscita, permessi, part time, ecc.) volte a facilitare la gestione e l’alternanza dei tempi di vita e dei tempi di lavoro sia con riferimento alla cura dei figli sia alla cura di persone anziane, gravemente malate e/o non autosufficienti. Quarta posizione per il comparto dell’educazione/istruzione con il 18,2%, in particolare con prestazioni di rimborso delle spese sostenute per i figli per asili nido, baby-sitting, centri estivi seguite dalle attività ricreative/tempo libero (15,2%). Con una minor frequenza troviamo invece le misure riguardanti l’assistenza sanitaria integrativa (12,2%) sia attraverso il versamento di quote ulteriori a carico del datore di lavoro al fondo contrattuale sia attraverso la previsione di convenzioni con strutture presso le quali consentire ai dipendenti di ricevere prestazioni con pagamento diretto dell’azienda, spesso tramite piattaforma online; la previdenza complementare (9,1%), le misure legate al trasporto e alla mobilità (9,1%); la formazione (3%), scarsamente inserita in modo organico nella contrattazione aziendale.

Da segnalare infine che le clausole c.d. di welfarizzazione del premio di produttività sono previste in tutti i contratti collettivi aziendali del settore metalmeccanico osservati ovvero in tutti quelli che prevedono anche misure di welfare.

La contrattazione collettiva di secondo livello nel settore chimico

Più limitata, proprio per il numero di imprese presenti sul territorio, è stata l’analisi dei contratti aziendali legati al CCNL Chimico con 4 contratti aziendali analizzati per un totale di 415 dipendenti. In due di questi è inoltre presente la possibilità di “welfarizzare”.

Gli elementi di welfare più diffusi tra le aziende osservate che applicano il CCNL Chimico sono i buoni acquisto (in 3 contratti su 4) seguiti dalla previdenza complementare, dall’educazione/istruzione, dalle attività ricreative/tempo libero (in 2/4). Meno diffuse, ma comunque presenti, risultano essere la formazione, le assicurazioni, in particolare extra-lavorative, i buoni pasto/mensa, l’assistenza sanitaria, strumenti di conciliazione vita-lavoro/flessibilità organizzativa (1/4).

Concludendo possiamo evidenziare che, a oggi, l’offerta di welfare aziendale delle imprese del territorio, con particolare riferimento ai due settori di analisi, sembra ancora in una fase iniziale di sviluppo e al momento non sembra essere allineata in modo specifico ai bisogni rilevati all’interno del territorio.

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