Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo / 2 Diffusione
Di Maria Sole Ferrieri Caputi Giulia Tiberi - 08 Giu 2020 |

Le analisi già condotte a Cuneo ci restituiscono la fotografia di un territorio entro cui il welfare aziendale si sta diffondendo sempre di più nelle imprese locali. Tuttavia, per il momento, tale strumento risulta essere utilizzato meno che in altri territori.

In particolare le ricerca del Centro Studi di Confindustria Cuneo mette in evidenza come nel 2019 (prendo a riferimento un campione di 260 aziende per circa 24.000 dipendenti) il welfare aziendale si sia diffuso nel 66% delle imprese del cuneese registrando una crescita rispetto al 2018, anno in cui risultava presente nel 58,1% delle imprese.

Nonostante questo incremento i dati di Cuneo risultano inferiori a quelli di altri territori nei quali è stata condotta lo stesso tipo di rilevazione dai Centri Studi Confindustria. Se consideriamo il campione complessivo delle quasi 2.000 aziende (per un totale di 275 mila dipendenti) localizzate nelle province di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Torino, Cuneo, Verona, Vicenza e nell’area centro dell’Emilia-Romagna su cui è stata condotta l’indagine troviamo un dato di diffusione medio del welfare aziendale del 76% (ovvero 10 punti percentuali al di sopra del valore rilevato a Cuneo). Per fare degli esempi, il welfare aziendale risulta diffuso nell’83% delle imprese dell’area milanese e nel 77% di quelle dell’area torinese.

A Cuneo troviamo valori inferiori anche per quanto riguarda l’incidenza percentuale di queste misure di welfare aziendale sul costo del lavoro: se infatti il dato medio delle aziende del campione generale è del 2,7% il dato della provincia cuneese è dell’1,7%.

Guardando invece alla diffusione delle diverse tipologie di misure di welfare aziendale nell’area del Piemonte (non avendo i dati per il singolo territorio di Cuneo) vediamo che, tra quelle maggiormente diffuse, ci sono la “sanità integrativa” (58,2%) seguita dalla “previdenza complementare” (38,4%), dai “fringe benefits” (27,1%) e dalle “somministrazioni di vitto” (21,8%). Particolare attenzione, rispetto ad altri territori, sembra essere rivolta dalle imprese piemontesi alle misure che hanno a oggetto “somme e servizi d’istruzione” (10,6%) e “all’area cultura e tempo libero” (10,1%).

Con più specifico riferimento all’area cuneese la ricerca Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo – Quaderno n° 33 del Centro Studi della Fondazione CRC  (di cui vi abbiamo parlato qui) mostrava una diffusione delle singole misure per certi versi in linea con quanto sopra evidenziato per il territorio regionale. Le misure maggiormente presenti all’interno delle aziende risultavano essere i fondi pensione (48,5%) e i fondi sanitari (48,5%) mentre le misure di conciliazione vita-lavoro erano diffuse in meno del 21% delle aziende considerano quelle hanno almeno un elemento di welfare aziendale all’interno; seguono le attività ricreative (9,8%) e le forme di sostegno per i dipendenti con familiari con gravi malattie o non autosufficienti (9,5%).

Sul versante degli strumenti di conciliazione vita-lavoro, tornando ai dati del Centro Studi Confindustria Cuneo nello scenario territoriale pre-covid, la diffusione dello smart working appariva invece ancora molto limitata.

Sempre con riferimento a questa ricerca è importante infine sottolineare che, per quanto riguarda i premi di produttività, le aziende del territorio di Cuneo sembrano più restie rispetto ad altri territori ad includere la materia nei propri accordi aziendali. Per quanto infatti siano sempre di più i contratti aziendali che prevedono l’erogazione di un premio variabile collettivo, anche qui, il confronto tra livello regionale (con una diffusione dell’istituto nel 35% dei contratti) e il territorio di Cuneo (24,8%) mostra come in quest’ultimo vi sia una diffusione considerevolmente minore; gap negativo che si conferma in modo ancor più evidente anche rispetto alla media generale del campione dei territori considerati (45,3%). Non solo dunque nel cuneese, rispetto ad altri territori, è più contenuta la percentuale di aziende che prevede la corresponsione di premi variabili collettivi ma, anche dove questo sia previsto, si sottolinea che solo il 37% degli accordi aziendali dà la possibilità al lavoratore di welfarizzare il premio (secondo quanto previsto dalla l.n. 208/2015) contro una percentuale del 47% dell’intero campione (40% se si considera il livello regionale).

Pur trattandosi di due lavori diversi, le principali ricerche volte a rilevare la diffusione del welfare aziendale in provincia di Cuneo mettono in evidenza come sempre più imprese stiano guardando al welfare aziendale con un rinnovato interesse. Sembrano restare, tuttavia, ampi margini di implementazione della materia sia in termini quantitativi che qualitativi, in particolare in ragione di quelle che sono le specificità del territorio (si veda Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo / 1 Inquadramento).

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