Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo / 1 Inquadramento
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 08 Mag 2020 |

Con un breve ciclo di articoli che verranno pubblicati su questa piattaforma, proponiamo una sintesi sull’approfondimento condotto sul welfare aziendale nel territorio di Cuneo. La ricerca è stata sviluppata in raccordo con i lavori portati avanti nell’ultimo anno dall’Osservatorio ADAPT-UBI Welfare per il Terzo Rapporto sul Welfare occupazionale e aziendale in Italia (di prossima pubblicazione, vedi rapporti: 2018; 2019).

Un tema, quello della diffusione del fenomeno del welfare aziendale su scala territoriale, che gli scorsi anni era stato affrontato attraverso le analisi dei territori di Bergamo e Brescia. Abbiamo quindi provato a comprendere come nel cuneese le esperienze di welfare aziendale*, e in particolare quelle promosse dai sistemi di relazioni industriali metalmeccanico e chimico, si stiano raccordando o meno con i bisogni espressi dal territorio. Per questo rileva anche, sul punto, la presenza e il coinvolgimento in materia di reti multi-stakeholder locali.

Il tentativo è quello di collocare l’analisi sulla diffusione del welfare aziendale nel quadro teorico più ampio degli ecosistemi territoriali del lavoro. Siamo dunque partiti da un inquadramento socio-economico del territorio e del mercato del lavoro locale.

(*Si specifica che l’analisi è stata chiusa prima della emergenza Covid-19 e si riferisce in particolare agli ultimi dati disponibili al 31 dicembre 2019)

 

Demografia e servizi offerti dal territorio: crescono i bisogni non altrettanto le prestazioni

La demografia del territorio (2018) di Cuneo sembra seguire i trend di invecchiamento e diminuzione della popolazione registrabili anche a livello regionale e nazionale. Gli over 65 rappresentano circa un quarto della popolazione residente e circa la metà di loro è rappresentata da anziani sopra i 75 anni. Per contro si contraggono invece le prestazioni pensionistiche che risultano anche meno generose se confrontate con il livello nazionale e regionale. Cresce dunque la percentuale degli individui non autonomi (da un punto di vista socio-economico per ragioni demografiche) sulla popolazione in età lavorativa.

Ma quale risposta riesce a dare il welfare locale rispetto a questi trend?

Sul fronte dell’infanzia i servizi dei comuni della provincia sembrano faticare, facendo registrare una riduzione negli ultimi anni sia in termini di utenti presi in carico sia in termini di loro diffusione sul territorio.

Non confortano neppure i dati sull’assistenza domiciliare socio-assistenziale e socio-sanitaria. Questi servizi non riescono a diffondersi in modo capillare in tutti i comuni del territorio cuneese mentre risulta elevata la spesa di compartecipazione degli utenti alle strutture residenziali. Limitati sembrano anche essere i servizi rivolti alla disabilità.

Segnali positivi, prima della contingente emergenza sanitaria*, arrivano invece dai dati sullo stato di salute della popolazione con un costante miglioramento delle condizioni di vita, dell’assistenza sanitaria e delle attività di diagnosi. Si rileva inoltre una riduzione significativa del dato sulla “mortalità evitabile” pur essendoci spazi di miglioramento per quanto riguarda gli ambiti della prevenzione, anche in riferimento alle malattie croniche.

 

Scenario economico e mercato del lavoro locale

Lo scenario economico locale, con particolare riferimento al 2018, fa registrare indicatori positivi in termini di export e di ricchezza pro-capite generata, nettamente superiore a quella piemontese e italiana. Anche grazie a un tale contesto è probabile che buona parte delle famiglie del territorio siano riuscite, sino a ora, ad arginare e a sopperire ai bisogni prima descritti, nonostante i livelli di prestazioni e servizi sociali verosimilmente non pienamente soddisfacenti.

Per quanto riguarda le realtà imprenditoriali cuneesi, siamo di fronte ad attività in grado di produrre un valore aggiunto significativo. Ad ogni modo alcuni segnali di trasformazione ci arrivano proprio dal tessuto imprenditoriale del territorio. È interessante segnalare come nel periodo 2013-2017, nonostante si sia registrata una lieve diminuzione delle imprese attive (-200), si sia parallelamente riscontrato un aumento complessivo degli addetti delle imprese del cuneese (+3.580). Indice questo che, in generale, le difficoltà hanno riguardato un particolare modello organizzativo d’impresa, meno strutturato.

Il tessuto imprenditoriale peraltro si sta parzialmente ri-orientando su altri settori, prima invece meno rilevanti (come turismo e servizi). A soffrire invece sembra essere il settore manifatturiero dove si registra una diminuzione sia del numero di imprese attive che di addetti. Tuttavia, all’interno della manifattura non tutti i settori mostrano gli stessi trend.

Con particolare riferimento ai settori di specifico interesse per questa ricerca, ovvero quello chimico e quello metalmeccanico, si è invece riscontrato un aumento degli addetti anche quando, come nel caso del metalmeccanico, è diminuito il numero di imprese attive. Anche in questo caso possiamo dire che il settore si sta ri-articolando su dimensioni di imprese più ampie.

In questo scenario come si muove il mercato del lavoro locale?

Nel 2018 sono aumentati, seppur lievemente, gli occupati nell’area territoriale del cuneese rispetto all’anno precedente, con particolare riferimento al numero di lavoratori autonomi. Inoltre, con un valore del 68,6%, il tasso di occupazione (15-64 anni) è tornato sopra i livelli pre-crisi (ponendosi anche al di sopra del dato regionale del 65,9%). Proprio nel confronto con i dati regionali risulta essere particolarmente positivo anche il dato sull’occupazione giovanile mentre non sono altrettanto positivi i dati sull’occupazione dei lavoratori della fascia (55-64 anni). Ciò apre una riflessione sulla sostenibilità del lavoro lungo l’arco della vita lavorativa e sulla dipendenza di fasce della popolazione, ancora di per sé giovani se consideriamo gli standard e i requisiti pensionistici attuali sulla forza lavoro (anche tenendo in considerazione la tendenza a una riduzione del valore delle prestazioni previdenziali).

Se complessivamente il tasso di disoccupazione (4,3%) non fa preoccupare, visto che Cuneo rappresenta la terza provincia italiana con il minor tasso di disoccupazione, discorso differente deve essere affrontato se si guarda agli inattivi con un differenziale tra la componente femminile e quella maschile davvero significativo (+17,3 punti percentuali). Differenza di genere riscontrabile anche dai dati sul tasso di occupazione (gap uomini /donne +17,4 punti percentuali). Se per la componente maschile questo è nettamente più positivo del dato regionale, per la componente femminile il dato del territorio di Cuneo risulta in linea con il dato regionale.

Segnali, forse, che i dati di ripresa post-crisi stanno in qualche modo contribuendo a celare un problema legato all’attivazione e al coinvolgimento nel mercato del lavoro delle donne le quali sembrano rinunciare alla ricerca del lavoro accettando di fatto la dipendenza dal proprio nucleo familiare. Questo stona, ancor di più, proprio perché i dati ci riportano la fotografia di un mercato del lavoro che, più di altri territori, mostra segnali di ripresa e dinamismo.

Infine, dal punto di vista dei profili professionali, è interessante notare come, a fronte di una diminuzione di assunzioni di profili tecnici intermedi (-10,7%) così come del personale non qualificato (-2,7%), sia nettamente cresciuta invece la domanda figure specializzate (+8,6%) sia uomini che donne. Queste ultime pagano ancora un gap evidente per quanto riguarda le figure di imprenditori/dirigenti.

È nel quadro di queste specificità, legate a doppio filo a più ampi processi di trasformazione della demografia, della produzione e del lavoro, che ci si attende che le misure di welfare, di diverso tipo possano integrarsi, entro la dimensione territoriale. La sfida è rappresentata dalla ricerca di quella complementarietà tra la capacità di queste misure di rispondere ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie con logiche di competitività aziendale e sostenibilità del lavoro.

Articoli recenti


Prevenire il Covid anche con il welfare...



Accordo tra l'Unione Artigiani Italiani e UBI...



Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo...



Welfare aziendale: sì alle Polizze Covid dall’Agenzia...



Il welfare aziendale nel territorio di Cuneo...


Sfrutta i vantaggi del welfare aziendale,
contattaci per creare il tuo

Piano welfare

Condividi l'articolo
Share This