Prorogati i Congedi Covid-19. Quali modalità di utilizzo?
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 20 Apr 2020 |

È arrivata l’attesa proroga fino al 3 maggio dei termini per la fruizione dei 15 giorni di Congedo Covid-19 da parte dell’Inps visto l’ulteriore prolungarsi delle misure restrittive e, in particolare, della chiusura delle scuole. Estensione che peraltro, da un punto di vista normativo, risultava pacifica per quanto indicato nel Decreto Cura Italia, in cui si fa riferimento al «periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole», e che adesso può trovare applicazione attraverso la specifica contenuta nel Messaggio n. 1648 dell’istituto previdenziale.

Di cosa si tratta?

Tra le misure messe in campo dal governo per affrontare la conciliazione vita lavoro ai “tempi del Covid” vi sono anche particolari misure rivolte ai genitori lavoratori (art. 23 e 25 del d.l. 18/2020). Si tratta di 15 giorni di congedo di cui possono usufruire lavoratori dipendenti del settore privato e del settore pubblico, lavoratori iscritti alla gestione separata Inps e lavoratori autonomi iscritti all’Inps purchè nel nucleo familiare non vi sia l’altro genitore non lavoratore, disoccupato o che percepisca strumenti di sostegno al reddito per sospensione/cessazione dell’attività lavorativa. La misura si applica per coloro che abbiano figli fino a 12 anni oppure figli disabili, senza limite d’età, per il periodo di chiusura di scuole e servizi educativi. Per queste giornate di congedo, usufruibili anche frazionate, è riconosciuta un’indennità del 50% della retribuzione (si veda Tabella 1). Si ricorda che il beneficio è alternativo al contributo baby-sitting Covid-19. Il congedo può anche essere usufruito da genitori con figli 12-16 anni ma in questo caso non viene riconosciuta alcuna indennità. Si segnala che sul punto l’Inps con il Messaggio n. 1621 del 15 aprile 2020 ha fornito ulteriori chiarimenti sulla compatibilità della misura con altri istituti (si veda Tabella 2).

Come presentare la domanda?

 L’Inps ha fornito tutte le indicazioni utili circa le modalità di presentazione della domanda, che variano a seconda della tipologia di lavoratore e del settore di appartenenza, nella Circolare INPS n. 45/2020 dello scorso 26 marzo.

Dipendenti del settore privato. I genitori lavoratori con figli fino a 12 anni devono presentare istanza sia al proprio datore di lavoro che all’INPS, utilizzando di fatto la normale procedura di domanda di congedo parentale per i lavoratori dipendenti. I genitori lavoratori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni devono presentare domanda di congedo COVID-19 solamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS visto che qui l’INPS non riconosce alcuna indennità. I datori di lavoro comunicano all’INPS le giornate di congedo fruite dal lavoratore utilizzando i “codici evento” specificati dal paragrafo 8 della suddetta Circolare INPS n. 45/2020. Si specifica inoltre che i tradizionali “congedi parentali”, di cui agli artt. 32 e 33 del d.lgs m. 151/2001 e per cui invece sarebbe prevista un’indennità al 30%, qualora siano stati usufruiti dal lavoratore durante il periodo di sospensione delle scuole sono convertiti in Congedi Covid-19. Il lavoratore avrà dunque diritto alla relativa indennità (50% della retribuzione e contribuzione figurativa) e preserverà questi giorni dal computo dei “congedi parentali”. Dunque «i lavoratori che abbiano già presentato domanda di congedo parentale ordinario e stiano usufruendo del relativo beneficio, non dovranno presentare una nuova domanda di congedo COVID-19, potendo proseguire l’astensione per i periodi richiesti. I giorni di congedo parentale fruiti durante il periodo di sospensione di cui al citato articolo 23, infatti, saranno considerati d’ufficio dall’Istituto come congedo COVID-19. I datori di lavoro non dovranno, pertanto, computare tali periodi a titolo di congedo parentale».

Dipendenti settore pubblico. Questi non devono presentare la domanda all’INPS, ma soltanto alla propria Amministrazione pubblica, secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

Lavoratori iscritti a gestione separata e autonomi iscritti all’INPS. Per questi lavoratori la richiesta deve essere presentata all’INPS facendo attenzione alle procedure. Infatti, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata con figli minori di 3 anni e per le lavoratrici autonome con figli minori di 1 anno, occorrerà utilizzare, anche per il “Congedo Covid”, le normali procedure di presentazione della domanda di “congedo parentale”. Per quanto riguarda quei lavoratori che hanno già saturato i limiti individuali o di coppia previsti dalla normativa per il congedo parentale, nonché i lavoratori autonomi in generale, si dovrà presentare apposita istanza per richiedere il congedo COVID-19. La domanda, potrà riguardare anche periodi precedenti alla data di presentazione della medesima, purché non antecedenti al 5 marzo 2020. Per queste categorie di lavoratori però l’INPS precisa che «eventuali periodi di congedo parentale richiesti prima del 17 marzo, giorno di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 18/2020, anche se ricadenti durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, non potranno essere convertiti nel congedo COVID-19 e resteranno disciplinati, computati ed indennizzati al 30% come congedo parentale, trattandosi di due tipologie di congedi diversi».

Tabella 1 – Congedo Covid-19  (di cui agli art. 23 e 25 del Decreto Cura Italia d.l. n. 18 del 17 marzo 2020)
Tipologia di lavoratori beneficiari:

  • Dipendenti settore privato
  • Dipendenti settore pubblico
  • Lavoratori iscritti alla gestione separata
  • Autonomi iscritti all’INPS.

… che siano genitori, anche affidatari, con:

  • figli fino a 12 anni
  • figli disabili senza limiti di età (in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale)
  • Per i lavoratori dipendenti con figli 12-16 anni sono comunque riconosciuti i giorni di congedo ma in questo caso non si riconosce l’indennità
Prestazione: 15 giorni di congedo, continuativi o frazionati, nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole
Condizioni:

  • La prestazione è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori per un totale complessivo di 15 giorni
  • La prestazione è subordinata al fatto che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore con strumenti di sostegno al reddito in caso di cessazione o sospensione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore
  • La prestazione è alternativa al contributo baby-sitting
  • La frazionabilità del periodo di congedo è consentita solo a giornate intere e non in modalità oraria
Beneficio:

  • Dipendenti: indennità pari al 50% della retribuzione e contribuzione figurativa
  • Iscritti a gestione separata: indennità pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità
  • Autonomi iscritti all’INPS: indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita dalla legge a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto
Presentazione della domanda

Dipendenti settore privato:

  • Genitori lavoratori con figli fino a 12 anni devono presentare istanza al proprio datore di lavoro e all’INPS, utilizzando la normale procedura di domanda di congedo parentale per i lavoratori dipendenti.
  • Genitori lavoratori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni devono presentare domanda di congedo COVID-19 solamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS.

Dipendenti settore pubblico:

  • non deve presentare la domanda di congedo COVID-19 all’INPS, ma alla propria Amministrazione pubblica, secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

Lavoratori iscritti a gestione separata e autonomi iscritti all’INPS:

  • I lavoratori iscritti alla Gestione separata con figli minori di 3 anni e le lavoratrici autonome con figli minori di 1 anno, che vogliano fruire del congedo COVID-19, possono inoltrare domanda all’INPS utilizzando le normali procedure di presentazione della domanda di congedo parentale.
  • I genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata che abbiano già raggiunto i limiti individuali e di coppia previsti dalla specifica normativa sul congedo parentale, le lavoratrici autonome iscritte all’INPS che abbiano già raggiunto il limite individuale previsto dalla specifica normativa sul congedo parentale e i lavoratori autonomi iscritti all’INPS dovranno presentare apposita istanza per richiedere il congedo COVID-19. La domanda dovrà essere inoltrata utilizzando le procedure telematiche per la richiesta di congedo parentale, che saranno opportunamente modificate a tal fine.

Compatibilità del Congedo Covid-19 con altri Istituti

Vediamo ora a che condizioni la misura risulta compatibile, o meno, con altre situazioni e istituti (si veda Tabella 2), questione affrontata dall’Inps con il Messaggio n. 1621 del 15 aprile 2020.

Circa le incompatibilità, come già accennato, il congedo non può essere usufruito da entrambi i genitori per gli stessi gironi e resta l’incompatibilità con la domanda di Bonus baby-sitting Covid-19 presentata da uno dei due genitori. L’incompatibilità tra Congedo Covid-19 e il congedo parentale si applica invece qualora le due misure siano utilizzate contemporaneamente per lo stesso figlio da parte dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare. Discorso analogo per i “riposi giornalieri” di cui agli artt. 39 e 40 del d.lgs 151/2001. Inoltre, per quei nuclei familiari in cui vi sia un genitore che non lavori per cessazione dell’attività lavorativa così come per coloro che percepiscano i relativi strumenti di sostegno al reddito la misura non potrà ritenersi compatibile. Tuttavia, l’Inps specifica che nei casi d’integrazione salariale «l’incompatibilità opera solo nei casi e limitatamente ai giorni di sospensione dell’attività lavorativa per l’intera giornata. […] Nel caso in cui il genitore sia beneficiario di un trattamento di integrazione salariale per riduzione di orario di lavoro, per cui continua a dover prestare la propria attività lavorativa, ancorché ad orario ridotto, l’altro genitore è ammesso alla fruizione del beneficio del congedo COVID-19» (Messaggio n. 1621 del 15 aprile 2020).

Tabella 2. – Compatibilità/Incompatibilità dei Congedi Covid-19 con altri istituti
Compatibilità Incompatibilità
Malattia Fruizione negli stessi giorni per entrambi i genitori
Maternità/paternità Bonus Baby-Sitting
Lavoro agile Congedo Parentale
Ferie Riposi giornalieri della madre o del padre
Aspettativa non retribuita Cessazione del rapporto di lavoro o dell’attività lavorativa
Part-time e lavoro intermittente Strumenti a sostegno del reddito per sospensione o cessazione dell’attività

lavorativa

Indennità Covid
Chiusura delle attività commerciali

La misura risulta invece compatibile con la malattia e con lo svolgimento della attività lavorativa in smart working dell’altro genitore nel nucleo familiare. Per quanto riguarda invece i congedi di maternità e paternità è compatibile l’utilizzo del Congedo Covid-19 da parte dell’altro genitore purchè non venga utilizzato per lo stesso figlio ovvero se è utilizzato per la cura di altri figli. È poi pienamente compatibile con la contemporanea (negli stessi giorni) fruizione di ferie dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare nonché con il part-time e con il lavoro intermittente dello stesso, anche nelle giornate di pausa contrattuale. Particolare è il caso dell’aspettativa non retribuita rispetto cui se ne ammette la compatibilità in quanto si tratta di una sospensione del rapporto di lavoro, e non di una cessazione dello stesso. Pertanto, il soggetto che ne beneficia non può essere qualificato come disoccupato o non occupato. Il Congedo Covid-19 resta inoltre compatibile, con le indennità Covid previste dal Decreto Cura Italia percepite sia da parte del genitore richiedente sia da parte dell’altro genitore presente nel nucleo familiare. Sulla chiusura delle attività commerciali si specifica che: «la fruizione del congedo COVID-19 è compatibile con la sospensione obbligatoria dell’attività da lavoro autonomo disposta durante il periodo di emergenza per COVID-19, trattandosi di una ipotesi di sospensione dell’attività lavorativa e non di una cessazione dell’attività» (Messaggio n. 1621 del 15 aprile 2020).

Infine, per quanto riguarda la compatibilità del Congedo Covid con i permessi per assistere i figli disabili ex l.n. 104/1992 che lo stesso Decreto Cura Italia art. 24 aveva provveduto a estendere con ulteriori 12 giorni, l’Inps chiarisce che sono cumulabili nello stesso mese da parte del lavoratore dipendente, anche se fruiti per lo stesso figlio. Analogamente, sarà possibile cumulare nell’arco dello stesso mese anche il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale (art. 33, D.lgs n. 151/2001) e con il congedo straordinario (art. 42, comma 5, D.lgs n. 151/2001) anche nelle stesse giornate in cui l’altro genitore presente nel nucleo familiare stia fruendo di tali permessi.

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