Decreto Rilancio / 4 – Lavoro Agile
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 05 Giu 2020 |

Settore Privato

Il Decreto Rilancio (d.l. 34/2020) introduce un’importante novità sul fronte smart working prevedendo il diritto per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 di far ricorso al lavoro agile fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19, purché, ovviamente, tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Questo a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o che non vi sia altro genitore non lavoratore.

Settore Pubblico

Per il settore pubblico, con l’art. 263 del Decreto Rilancio, si specifica che le misure di flessibilità e di lavoro agile riconosciute all’art. 87 del Decreto Cura Italia come modalità ordinarie, si adegueranno alle esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e a quelle dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali. Questo, ovviamente, nel rispetto e nei limiti delle disposizioni delle autorità sanitarie per il contenimento della diffusione del Covid-19 ovvero nel rispetto dell’obbligo di mantenere il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali.

 

Modalità di accesso

Già con i precedenti provvedimenti, è stata prevista una deroga a quanto disciplinato dalla l.n. 81/2017 per cui, nella situazione di emergenza attuale, non si rende necessario ai fini dell’applicazione della modalità di lavoro agile la presenza di un accordo individuale.

Resta fermo il rispetto degli obblighi informativi che però si considerano assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL).

Nella situazione di eccezionalità attuale, si ammette inoltre la possibilità che la prestazione lavorativa in lavoro agile possa essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

I datori di lavoro saranno tenuti a comunicare per via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

La modalità di lavoro può essere applicata dai datori di lavoro pubblici e privati a ogni rapporto di lavoro subordinato fino alla cessazione dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020.

Ulteriori diritti di accesso e di precedenza

Si ricorda poi che già il Decreto Cura Italia (art. 39) riconosceva il diritto di accedere alla modalità di lavoro agile per i lavoratori dipendenti disabili o per i dipendenti che avessero nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità (di cui all’art. 3, comma 3, l.n. 104/1992). Inoltre, nel medesimo art. 39, si riconosceva ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa la priorità di accesso allo smart working. Queste disposizioni erano già state estese fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica dalla legge di conversione del decreto-legge (l.n. 27/2020), per cui sul punto non è stato necessario un ulteriore intervento del Decreto Rilancio.

Diritti, in materia di lavoro agile, che dunque si aggiungono al diritto di precedenza già introdotto dalla Legge di stabilità 2019 con le previsioni in favore delle madri lavoratrici nei primi 3 anni dopo il congedo di maternità e in favore dei lavoratori con figli disabili ai sensi della 104 (per un approfondimento si veda M. Menegotto, Legge di bilancio: (nuovi) diritti di precedenza sul lavoro agile. Prime riflessioni, 2019).

Attualmente si tratta di previsioni strettamente collegate all’emergenza sanitaria di questo periodo ma sarà interessante verificare se e cosa rimarrà di queste previsioni nel quadro normativo sul lavoro agile post Covid-19.

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