Decreto Rilancio / 1 – Congedi COVID-19
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 26 Mag 2020 |

L’atteso Decreto Rilancio (d.l. 34/2020) amplia la possibilità per i genitori/lavoratori dipendenti del settore privato, o iscritti alla gestione separata INPS (compresi gli autonomi), di usufruire dei congedi parentali Covid-19 (art. 72).

Il ricorso alle giornate di congedo è riconosciuto per il periodo 5 marzo – 31 luglio 2020 e viene esteso a 30 giorni per i quali si prevede un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione, oltre che la copertura da contribuzione figurativa. Come già previsto, la fruizione dei giorni di congedo può avvenire continuativamente o in modo frazionato ed è riconosciuta ai genitori con i figli di età non superiore ai 12 anni, salvo nel caso di figli disabili per cui non valgono i limiti di età. Secondo l’INPS, alla data del 18 aprile, sono state 242.206 le prestazioni di Congedo Covid erogate.

Rispetto alla previsione iniziale di 15 giorni di congedo, di cui all’art. 23 dal Decreto Cura Italia, vengono dunque raddoppiate il numero di giornate previste dalla misura. Per chi avesse già usufruito dei suddetti 15 giorni sarà possibile beneficiare di ulteriori 15 giornate di congedo mentre, per chi ancora non ne avesse beneficiato, si riconoscerà il diritto ad usufruire in totale di 30 giorni, indennizzati come descritto.

Parziale novità è che, come misura aggiuntiva alla precedente, per i genitori/lavoratori del settore privato con figli minori di 16 anni è possibile astenersi dal lavoro per l’intero periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche delle scuole. Per l’astensione da lavoro in questo caso non è prevista né la corresponsione di un’indennità né il riconoscimento di contribuzione figurativa, fermo restando però il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

La novità sta nel fatto che il Decreto Rilancio prevede che le misure di congedo non indennizzate siano fruibili anche in modo aggiuntivo a quelle indennizzate per tutti coloro che hanno figli con meno di 16 anni, non prevedendo particolari limiti pre-stabiliti in termini di numero di giornate fruibili. Nel Decreto Cura Italia questa tipologia di congedo era riservata per coloro che avessero figli dai 12 ai 16 anni escludendo di fatto la possibilità che si configurassero come una misura aggiuntiva per coloro che avessero figli sotto i 12 anni.

Sia le misure di congedo indennizzate, che quelle non indennizzate, restano fruibili alternativamente dai genitori a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito (in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa) o che non vi sia altro genitore non lavoratore (per le condizioni di utilizzo si veda qui).

Resta comunque la possibilità di usufruire, alternativamente a queste misure di congedo, di un bonus per servizi con funzione educativa e ricreativa per l’infanzia nonché a servizi di baby-sitting.

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