Dal Ministero del Lavoro il nuovo report su Detassazione – Deposito contratti (Maggio 2020)
Di Redazione - 21 Mag 2020 |

Ecco i nuovi dati sui contratti di secondo livello sottoscritti sino alla data del 14 Maggio 2020 che hanno a oggetto i  premi di risultato detassati come previsto a partire dalla Legge di Stabilità 2016 (l.n. 208/2015). Dal 2016 sono state complessivamente 54.991 (+ 314 rispetto al mese scorso) le dichiarazioni depositate dalle aziende presso il Ministero del Lavoro (ai sensi dell’articolo 5 del DM 25 marzo 2016).

CONTRATTI ATTIVI

Risultano 11.239 (+ 187 rispetto al mese scorso) i contratti attivi di cui 8.577 aziendali e 2.752 territoriali. Come di consueto il report analizza la distribuzione di questi contratti attivi per area geografica, settore e dimensione aziendale (Tabella 1). Rispetto al precedente report cresce la quota di contratti al nord, nel settore dell’industria e, forse un po’ a sorpresa, nelle imprese di dimensioni più piccole.

Tabella 1 – Distribuzione dei contratti attivi
Þ    Area Geografica:

 

•       nord 79%

•       centro 14%

•       sud 7%

Þ    Settore:

 

•       servizi 54%

•       industria 45%

•       agricoltura 1%

Þ    Dimensione Aziendale:

 

•       < 50 dipendenti 54%

•       50-99 dipendenti 14%

•       >100 dipendenti 32%

 

Dato interessante è quello sui lavoratori beneficiari di contratti attivi che prevedono il premio di risultato. Complessivamente sono 2.616.915 (+ 82.166 rispetto al mese precedente). Di questi, 2.296.706 beneficiano dell’istituto in virtù di contratti azien­dali mentre per 320.209 lavoratori il riconoscimento avviene per il tramite di contratti territoriali.

A conferma delle difficoltà attraversate dalle imprese in questo periodo, facendo un confronto tra il primo quadrimestre di questo anno e quello dell’anno precedente, vediamo che nel periodo Gennaio/Aprile 2020 sono (solo) stati 1.577 i nuovi contratti depositati quando negli anni precedenti per lo stesso arco temporale erano stati rilevati dati notevolmente superiori (2.909 nel 2019, 2.619 nel 2018, 2.843 nel 2017).

Considerando da ultimo la distribuzione regionale, è in Emilia-Romagna (3.340) e Lombardia (2.752) e che si concentra il maggior numero di accordi attivi. Queste due regioni da sole comprendono circa 54% dei contratti attivi totali. Si conferma la particolarità per cui nella prima risultano molto diffusi gli accordi di livello territoriale mentre nella seconda quelli di livello aziendale.

CONTRATTI CON PREVISIONI DI WELFARE

I contratti attivi che prevedono la possibilità di welfarizzare il premio di risultato sono 6.455 (+ 141 rispetto al mese precedente) ovvero circa il 57%, per un totale di 1.924.079 lavoratori (+ 75.371 rispetto al mese precedente), di cui 1.853.021 per contratto aziendale e 71.058 per contratto territoriale.

A livello di contrattazione aziendale i beneficiari si concentrano per il 57% nel settore dei servizi (1.061.606), aumentando rispetto al mese precedente, mentre diminuiscono, non in termini di valori assoluti (787.787) ma percentualmente (43%), nell’industria. Restano stabili, ed esigui, in agricoltura con 3.628 lavoratori per una percentuale inferiore all’1%.

A livello di contrattazione territoriale sono 71.058 lavoratori beneficiari, in aumento rispetto al mese precedente, di cui 53.722 nel settore dei servizi (76%) e 17.330 nell’industria (24%). È proprio nel settore industria che si è registrata nell’ultimo mese, a livello territoriale, una crescita davvero significativa con il numero di lavoratori beneficiari che è addirittura triplicato. Anche qui resta invece numericamente trascurabile il dato sui lavoratori coperti in agricoltura, appena 6 (<1%).

Pressoché stabile risulta essere il valore annuale medio del premio negli accordi in cui si prevede la welfarizzazione con un importo di 1.387,50 euro. Rileva però sottolineare una notevole differenza tra quanto stabilito nei contratti aziendali, dove l’importo medio di aggira sui 1.606,36 euro, e nei contratti territoriali con un valore medio di 466,69 euro. Anche tra i settori si riscontrano differenza significative del valore medio dei premio, se pur con dati in linea rispetto al mese precedente:

  • Agricoltura: contratti aziendali 1.599,29 € / contratti territoriali 169,78 €
  • Industria: contratti aziendali da 1631,03 a 1944,19€ / contratti territoriali da 448,4 a 505,8 €
  • Servizi: contratti aziendali da 943,27 a 1755,71€ / contratti territoriali da 239,25 a 1014,3 €

Come già osservato ad aprile, valori più alti di premi convertibili sono generalmente stabiliti da contratti aziendali dei settori dei servizi e dell’industria con un notevole differenziale tra valore minimo e massimo del premio a seconda che siano oggetto di contrattazione aziendale o territoriale. Cresce però il valore minimo dei premi welfarizzabili previsti dai contratti territoriali dell’industria (maggio 2020: 448,4€ / aprile 2020: 313 €).

In questo ultimo mese è stata quindi la contrattazione territoriale del settore dell’industria che ha fatto registrare segnali di maggior fermento, come mostrato dalla crescita del numero di lavoratori beneficiari e degli importi minimi dei premi.

Si ricorda infine che l’effettiva conversione del premio in welfare aziendale dipende comunque, come noto, dalla scelta del dipendente.

Articoli recenti


Il Welfare Aziendale raddoppia per il 2020...



Le principali prestazioni straordinarie COVID-19 dei fondi...



Welfare aziendale e dichiarazione dei redditi 2020



Come richiedere il bonus per i servizi...


Sfrutta i vantaggi del welfare aziendale,
contattaci per creare il tuo

Piano welfare

Condividi l'articolo
Share This