Dal Ministero del Lavoro il nuovo report su Detassazione – Deposito contratti (Aprile 2020)
Di Redazione - 06 Mag 2020 |

Ecco i nuovi dati sino alla data del 15 Aprile 2020 sui contratti di secondo livello che hanno a oggetto i  premi di risultato detassati come previsto a partire dalla Legge di Stabilità 2016 (l.n. 208/2015). Dal 2016 sono state complessivamente 54.677 le dichiarazioni depositate dalle aziende presso il Ministero del Lavoro (ai sensi dell’articolo 5 del DM 25 marzo 2016).

 

CONTRATTI ATTIVI

Risultano 11.142 i contratti attivi di cui 8.436 aziendali e 2.706 territoriali. Come di consueto il report analizza la distribuzione di questi contratti attivi per area geografica, settore e dimensione aziendale (Tabella 1).

 

Tabella 1 – Distribuzione dei contratti attivi

Þ    Area Geografica:

 

•       nord 77%

•       centro 16%

•       sud 7%

 

Þ    Settore:

 

•       servizi 58%

•       industria 41%

•       agricoltura 1%

 

Þ    Dimensione Aziendale:

 

•       < 50 dipendenti 52%

•       50-99 dipendenti 15%

•       >100 dipendenti 33%

 

 

Dato interessante è quello sui lavoratori beneficiari di questi accordi. Complessivamente sono 2.534.748 i lavoratori beneficiari di contratti attivi che prevedono il premio di risultato. Di questi, 2.226.836 beneficiano dell’istituto in virtù di contratti azien­dali mentre per 307.912 lavoratori il riconoscimento avviene per il tramite di contratti territoriali.

A testimonianza delle difficoltà attraversate dalle imprese in questo periodo, facendo un confronto tra il primo trimestre di questo anno e quello dell’anno precedente, vediamo che nel periodo Gennaio/Marzo 2020 sono stati (solo) 1.407 i nuovi contratti depositati quando negli anni precedenti per lo stesso arco temporale erano stati rilevati dati notevolmente superiori (2.099 nel 2019, 1.988 nel 2018, 2.026 nel 2017).

Considerando da ultimo la distribuzione regionale, è in Emilia-Romagna (3.309) e Lombardia (2.707) e che si concentra il maggior numero di accordi attivi. Queste due regioni da sole comprendono circa 54% dei contratti attivi totali, con una particolarità: nella prima risultano molto diffusi gli accordi di livello territoriale mentre nella seconda quelli di livello aziendale.

 

CONTRATTI CON PREVISIONI DI WELFARE

I contratti che prevedono la possibilità di welfarizzare il premio di risultato sono circa il 57% (6.314) di quelli attivi, per un totale di 1.848.708 lavoratori, di cui 1.789.949 per contratto aziendale e 58.759 per contratto territoriale.

A livello di contrattazione aziendale i beneficiari si concentrano per il 55% nel settore dei servizi (985.741) per il 44,8% nell’industria (800.580) e per lo 0,2% in agricoltura (3.628). A livello di contrattazione territoriale tale distribuzione viene ancor più accentuata con 53.238 lavoratori beneficiari nel settore dei servizi (90%), 5.515 nell’industria (9%) e appena 6 in agricoltura (<1%).

Il valore annuale medio del premio è di 1.369,98 euro con una notevole differenza da quanto stabilito nei contratti aziendali (dove l’importo medio di aggira sui 1.598,83 euro) e nei contratti territoriali ( con un valore medio di 398,31 euro). Anche tra i settori si riscontrano differenze significative del valore medio dei premio:

  • Agricoltura: contratti aziendali 1.599,29 € / contratti territoriali 169,78 €
  • Industria: contratti aziendali da 1624,2 a 1934,35€ / contratti territoriali da 313 a 505,8 €
  • Servizi: contratti aziendali da 943,27 a 1751,09€ / contratti territoriali da 239,25 a 1014,3 €

Valori più alti di premi convertibili sono generalmente stabiliti da contratti aziendali dei settori dei servizi e dell’industria con un notevole differenziale tra valore minimo e massimo del premio a seconda che siano oggetto di contrattazione aziendale o territoriale.

Si ricorda infine che l’effettiva conversione del premio in welfare aziendale dipende comunque, come noto, dalla scelta del dipendente.

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