Welfare aziendale chiarimenti su trattamenti estetici e corsi di lingua per i familiari
Di Maria Sole Ferrieri Caputi - 14 Mag 2020 |

Con uno tra gli ultimi interventi dello scorso autunno l’Agenzia delle Entrate aveva sciolto alcuni dubbi riguardanti l’ammissibilità nel quadro delle misure di welfare aziendale di particolari tipologie di servizi quali i trattamenti estetici e i corsi di lingua straniera rivolti ai familiari (si veda Agenzia delle Entrate, Risposta a Interpello n. 522/2019).

Trattamenti Estetici

I dubbi circa la ricomprensione dei trattamenti estetici nelle misure di welfare aziendale (art. 51, comma 2, lett. f del TUIR), a cui la normativa riconosce un trattamento di particolare favore, riguardavano proprio la pertinenza di quest’ultime con i c.d. oneri di utilità sociale. Per i trattamenti estetici ci si riferisce qui, ad esempio, a trattamenti di cura del viso, trattamenti del corpo e/o per il dimagrimento, all’eliminazione dei peli superflui e alla manicure. Tuttavia secondo l’Agenzia, l’attività dei centri estetici si esplica in servizi alla persona che non hanno rilevanza sociale e pertanto, non si può godere del regime di favore previsto per le misure di welfare aziendale. Discorso diverso invece per le cure termali che, come noto, sono misure dalla funzione terapeutica, specie per alcune patologie, per cui queste sono ricomprese nel welfare aziendale.

 

Corsi di lingua

Altro punto chiarito dall’Agenzia con il suddetto interpello ha riguardato la possibilità di ricondurre i corsi di lingua per i familiari tra le previsioni di welfare rimborsuale ovvero tra quei servizi di educazione e istruzione previsti dall’art. 51, comma 2, lett. f-bis del TUIR. Infatti non è necessario che questi siano erogati necessariamente all’interno circuito scolastico risultando così ammissibili «indipendentemente dalla tipologia di struttura (di natura pubblica o privata) che li eroga». Via libera dunque per quanto riguarda i familiari, non solo ai corsi di lingua forniti direttamente dal datore di lavoro ma anche, ma anche al rimborso delle spese sostenute dal lavoratore.

Per certi versi l’intervento sottolinea come la rilevanza sociale delle misure sia un requisito stringente ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale allargando però le possibilità di gestione di alcune misure nell’ambito del welfare rimborsuale.

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