Prevenire il Covid anche con il welfare aziendale?
Di Redazione - 06 Lug 2020 |

Lo abbiamo capito: in questa nuova fase di arretramento del virus sarà ancora più centrale puntare sulla prevenzione dei possibili futuri contagi. Prevenzione che passa, lo sappiamo, anche dall’utilizzo di tutti quei dispositivi sanitari (tra cui guanti, mascherine e gel igienizzanti), che proprio nella prima fase della pandemia erano introvabili, e dal rispetto di tutti quei comportamenti sociali e individuali indicati in questi mesi.

In questo graduale ritorno alla normalità, dovremmo probabilmente convivere quotidianamente con tali dispositivi di protezione individuale (DPI). Il risultato è che la loro domanda cresce e crescerà, tanto in relazione a quelli che sono i protocolli varati dalle aziende in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quanto per ciò che riguarda la richiesta sul versante privato delle famiglie.

Proprio rispetto a questo ultimo aspetto appare chiara la finalità sanitaria, anche collegata all’aspetto sociale, che tali dispositivi hanno in questa fase. Si è posta quindi la domanda se le misure di welfare aziendale potessero attualmente sostenere l’acquisto di tali dispositivi e potenziare gli strumenti di prevenzione del virus.

Ad oggi non è possibile sostenere la spesa per tali beni attraverso le misure di welfare aziendale rivolte proprio a questa finalità ovvero quelle di cui alla lett. f, art. 51 del TUIR, potendo ricomprendere, per il momento, nel disposto citato servizi e opere e non beni in natura. La possibilità di sostenere l’acquisto di tali DPI per il tramite del welfare aziendale resta dunque a oggi limitata al valore di 258,23 € previsti dall’art. 51, comma del TUIR. Per poter prevedere il loro rimborso attraverso le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa di cui alla lett. a, comma 2 dello stesso art. 51 occorre che ciò sia previsto dallo stesso piano sanitario dell’ente.

Discorso diverso oggi si potrebbe fare qualora ci trovassimo di fronte a veri e propri servizi di prevenzione sanitaria quali ad esempio corsi sulla prevenzione da contagio Covid-19 (rivolti non tanto al lavoratore in quanto tale ma in quanto persona e ai suoi familiari), includendo nell’iscrizione sia lezioni volte accrescere la cultura della prevenzione sul tema (rigorosamente on-line) sia la distribuzione dei materiali utili al corso, ivi inclusi anche DPI per il contrasto alla diffusione del Covid (tra cui ad esempio guanti e mascherine) nei limiti però di quanto funzionale alla realizzazione del corso stesso.

Un siffatto servizio, erogato ai lavoratori, nonché ai loro familiari, destinatari di un piano di welfare aziendale, potrebbe essere incluso tra quelli ammessi dalla lett.  f, art. 51 del TUIR per l’indubbia finalità di assistenza sanitaria e, in misura minore, sociale.

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