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Misure di welfare aziendale e oneri detraibili – Dichiarazione dei redditi 2019

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

A poche ore dalla scadenza per la presentazione della Dichiarazione dei redditi dei redditi 2019 ecco un riepilogo di alcune prestazioni differentemente rientranti tra le voci degli oneri detraibili in dichiarazione dei redditi (principalmente all’art. 15 del TUIR) o tra le misure di welfare aziendale. In quest’ultimo caso tali misure, se erogate in virtù di accordo, contratto o regolamento, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente (art. 51, comma 2 del TUIR).

Considerando le voci oggetto di detrazione, di potenziale sovrapposizione con misure di welfare aziendale, si veda come sia prevista per tutte una loro detraibilità del 19% in ragione dell’IRPEF dovuta purché, appunto, non abbiano beneficiato già delle agevolazioni previste all’art. 51 del TUIR riguardanti la non concorrenza al reddito da lavoro dipendente.

Spese sanitarie

La suddetta detrazione del 19% è prevista alla lett. c dell’art. 15 del TUIR per le prestazioni sanitarie, anche rivolte a familiari a carico, per l’importo eccedente 129,11€. Il beneficio è alternativo, ovvero non applicabile, alle prestazioni messe a disposizione del lavoratore, anche per i suoi familiari, dall’azienda ai sensi dell’art. 51, comma 2 lett. f del TUIR.

Spese educative, ricreative e di trasporto

Sul fronte detrazioni può essere utile richiamare brevemente le condizioni previste per godere della detraibilità (19%) in sede di dichiarazione dei redditi per le seguenti misure:

  • Asili nido (pubblici e privati). Detrazione di importo complessivo non superiore ai 632 euro per ciascun figlio di età tra i tre mesi e i tre anni fiscalmente a carico (art. 1, comma 335, L. 266/2005 e art. 2, comma 6, L. 203/2008).
  • Spese di istruzione. Per le scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado è prevista una detrazione di importo annuo non superiore a 786 euro per ciascun alunno o studente (lett. e-bis dell’art. 15 del TUIR). Con limiti diversi è prevista anche una detrazione per le spese universitarie sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso (lett. e dell’art. 15 del TUIR).
  • Sussidi didattici (novità di quest’anno) destinati a favorire la comunicazione verbale e l’apprendimento delle lingue da parte degli studenti affetti da disturbi dell’apprendimento (DSA) senza limiti di spesa. Sono previsti fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado «in favore dei minori o di maggiorenni per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici informatici di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170 necessari all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale» Agenzia delle Entrate, Modello 730. Istruzioni per la compilazione. La detrazione spetta sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso (lett. e-ter) dell’art. 15 del TUIR.
  • Attività sportiva. Detrazione di importo complessivo non superiore ai 210 € per ciascun figlio iscritto tra i 5 e i 18 anni (lett. i-quater, art. 15 del TUIR).
  • Trasporto pubblico. Detrazione di importo complessivo non superiore ai 250€ che spetta sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente (lett. i-decies, art. 15 del TUIR)

In generale la detrazione per le spese sostenute per i figli può essere divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Occorre pertanto che sul documento fiscale siano riportati i dati anagrafici e dei due genitori e la percentuale di spesa sostenuta. Sul fronte welfare aziendale si noti come le misure elencate in gran parte rientrerebbero anche nei disposti dell’art. 51 comma 2 del TUIR.

Per quanto riguarda l’attività sportiva si segnala che, per quanto la detrazione resta possibile solo per le spese per i figli, le misure di welfare aziendale in questo ambito potrebbero invece essere rivolte anche al lavoratore stesso. In questo caso è però ammessa solo l’erogazione diretta da parte dell’azienda (anche mediante voucher) come disposto dalla lett. f), comma 2, art. 51 del TUIR.

Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza

Qui il limite della detrazione è di 2.100 euro per le spese sostenute dal contribuente per sé stesso o per i familiari non a carico collegate allo stato di non autosufficienza attestato da certificazione medica dovuto a patologie, (lett. i-septies dell’art. 15 del TUIR). Come tipologia di spesa questi servizi, se erogati dall’azienda alle condizioni previste, rientrerebbero nelle previsioni dell’art. 51, comma 2, lett. f rivolgendosi al lavoratore e/o ai suoi familiari ma anche nella specifica disposizione della lett. f-ter, rivolta ai soli familiari anziani e non autosufficienti. In questo caso non sono previsti limiti d’importo per tali misure ai fini della non concorrenza al reddito da lavoro dipendente.

Premi relativi alle assicurazioni per il rischio di non autosufficienza

Infine la detrazione del 19% riguarda anche i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (lett. i-septies dell’art. 15) a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto e secondo le specifiche previste sulle caratteristiche alle quali devono rispondere i contratti che assicurano tale rischio. Il massimale previsto è qui di 1.291,14 euro: «al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente e dei premi per le assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave (codice 38), e deve comprendere anche i premi di assicurazione indicati nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 39» Agenzia delle Entrate, Modello 730. Istruzioni per la compilazione. Si ricorda che a partire dalla legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 161) si era aggiunta tra le tipologie di benefit che non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente proprio quella dei “i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, le cui caratteristiche sono definite dall’articolo 2, comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 27 ottobre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie”.  Come avevamo sottolineato qui  l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 5/E del 2018  ha ribadito che qualora tali premi non concorrano alla formazione del reddito non risulta possibile usufruire della detrazione d’imposta prevista dall’art. 15, co. 1, lett. f) del TUIR.

Per massimizzare i benefici delle disposizioni delle due materie presentate, considerando le esigenze personali e familiari complessive, potrebbe essere opportuno per il lavoratore fare una valutazione di quali prestazioni gli convenga usufruire mediante il welfare aziendale messo a disposizione dall’impresa e di quali altre invece lasciare fuori per usufruire delle agevolazioni in sede di dichiarazione dei redditi a fine anno. A ogni modo, i benefici previsti per le misure di welfare aziendale, che ricordiamo essere alternativi a quanto previsto per deduzioni e detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi, sembrano essere in gran parte coerenti con la disciplina fiscale confermandone la valenza sociale già riconosciuta dal legislatore.

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