Esperienze welfare

L’esperienza di Alstom / Welfare aziendale e trasformazioni del lavoro

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Con sede centrale in Francia, Alstom è leader mondiale nei sistemi di trasporto integrati. È presente in oltre 60 Paesi e conta attualmente 34.500 dipendenti.

Alstom offre una gamma completa di soluzioni (da treni ad alta velocità a metropolitane, tram e autobus elettrici), soluzioni per i passeggeri, servizi personalizzati (manutenzione, ammodernamento) e soluzioni d’infrastruttura, segnalamento e mobilità digitale. In Italia, Alstom sviluppa e commercializza sistemi, apparecchiature e servizi per il settore ferroviario, conta circa 2.800 dipendenti, presenti negli 8 siti e 31 depositi presso clienti sul territorio italiano.

E’ stato possibile studiare il loro caso aziendale ai fini della nostra ricerca che indaga la relazione tra welfare occupazionale e aziendale e la (nuova) grande trasformazione del lavoro all’interno del sistema di relazioni industriali.

Intervista a:

Dott.ssa Raffaella Alberi

Responsabile HR Italia – Svizzera / Alstom Ferroviaria S.p.a.

Luigi Pattano

Compensation and benefits manager / Alstom Ferroviaria S.p.a.

 

Come nasce il welfare aziendale in Alstom e quali misure sono oggi presenti?

Dott.ssa Alberi: “Il welfare aziendale, come introdotto dai nostri accordi aziendali del marzo 2018, si è collegato all’esigenza di riorganizzare alcune misure esistenti. Alstom a partire dagli anni ‘80 si è costituita in Italia attraverso l’acquisizione di alcune realtà del settore ferroviario. Ciascuna di queste presentava specifiche iniziative di welfare e benefit a favore dei dipendenti che non erano mai state messe a sistema né dal punto di vista gestionale né dal punto di vista della tipologia di misure.  A fronte di questa situazione abbiamo ragionato sulla necessità di modernizzare e armonizzare tra i diversi siti alcuni istituti, tra cui il welfare, attraverso la creazione di strumenti comuni per superare elementi normativi e retributivi vecchi di vent’anni ancora riconducibili alle precedenti aziende. In relazione anche agli indirizzi del CCNL metalmeccanico e alle opportunità della nuova normativa, abbiamo quindi aperto il tavolo negoziale.”

Pattano: “I nuovi accordi aziendali incrementano ulteriormente, a partire dal 2018, l’importo previsto dal CCNL. La logica è stata quella di redistribuire il valore dei vecchi istituti di welfare, di cui beneficiavano solo pochi lavoratori, attraverso un welfare rivolto a tutti i dipendenti. Questi possono scegliere tra un ampio paniere di beni e servizi. Proprio nell’operare questa redistribuzione abbiamo tenuto conto di chi ha carichi familiari, prevendendo per queste persone, nei siti Sesto San Giovanni e Savigliano, un importo di welfare ulteriore. Infine, cogliendo l’opportunità prevista dalla Legge di Stabilità del 2016, l’accordo di marzo 2018 ha anche previsto la possibilità per i dipendenti di convertire parte del premio di risultato in welfare.”

Dott.ssa Alberi: “Avevamo comunque già iniziato ad affrontare il tema della conciliazione vita-lavoro sotto altri punti di vista. Dal 2016 abbiamo introdotto una policy di smart working (per cui abbiamo ricevuto un riconoscimento nel 2016 dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano) che recentemente è stata ulteriormente estesa coinvolgendo oltre 800 dipendenti in tutti i siti italiani e rafforzata, con particolare attenzione al tema del diversity management. Dal nostro punto di vista abbiamo cercato di allargare il concetto di welfare aziendale a tutte quelle azioni che l’azienda realizza a favore del benessere e della vita dei dipendenti, pur restando consci della differenza tra le diverse materie. Tra queste iniziative, per esempio,  il programma “It’s time to feel good” ha come obiettivo quello di sensibilizzare alla prevenzione e alla promozione di uno stile di vita sano. Inoltre recentemente abbiamo aderito al programma MAAM (Maternity as a master) che sottolinea l’impatto positivo che la genitorialità ha sull’azienda stessa,  alcuni progetti di counselling per i dipendenti portati avanti al nostro interno.”

 

In che modo date attuazione alle due principali novità dell’ultimo CCNL ovvero le previsioni su flexible benefit e formazione?

Pattano: “Dal 2017 avevamo già predisposto una piattaforma informatica, My Alstom, un vero e proprio portale personalizzato per la nostra azienda per l’erogazione del welfare previsto dal contratto nazionale. Inoltre, con l’accordo aziendale di marzo 2018, abbiamo identificato Cometa e Metasalute, indicati nel CCNL, come fondi di riferimento per la società per quanto riguarda la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa. A livello più generale, possiamo dire di aver raccolto l’indirizzo complessivo della contrattazione nazionale a sviluppare la materia welfare attraverso la contrattazione di secondo livello.”

Dott.ssa Alberi: “Sulla formazione, per gran parte della popolazione aziendale, avevamo già predisposto una serie di misure sia attraverso metodi tradizionali che, in particolare, attraverso l’e-learning. Per il personale che opera nell’ambito delle attività di manutenzione, nel mondo ferroviario ci sono delle normative molto stringenti. La formazione deve essere obbligatoriamente certificata e, per alcuni sottosistemi, ha scadenza ogni 6 mesi. Anche per questo abbiamo un technical training center interno dove sviluppiamo e certifichiamo i moduli di formazione.”

 

Quali cambiamenti organizzativi e produttivi sta affrontando la vostra realtà e quali sfide porta con sé Industria 4.0?

Dott.ssa Alberi:Il settore ferroviario ha vissuto in maniera positiva e, per certi versi da protagonista, i cambiamenti tecnologici e il grande impatto dell’innovazione derivante da questi. Questo ovviamente ha comportato, parallelamente, una necessità importante di formazione continua del nostro personale. A questi cambiamenti si è associato un mutamento significativo, iniziato 15-20 anni fa, della composizione della nostra forza lavoro con una crescita della popolazione impiegatizia.”

 

È stata fatta una riflessione interna rispetto ai trend di invecchiamento della popolazione aziendale?

Pattano: “Il tema è noto e ci tocca da vicino. Per consentire alle persone di lavorare oltre i sessant’anni nella maniera meno pesante possibile riteniamo che particolare attenzione vada rivolta all’ergonomia, anche e soprattutto nei reparti produttivi. Su questo, negli ultimi anni, nei nostri stabilimenti abbiamo introdotto miglioramenti significativi sulle postazioni di lavoro. Per quanto riguarda invece le malattie croniche e le non-autosufficienze al momento affrontiamo il tema solo da un punto di vista assicurativo con una copertura per tutti i lavoratori per infortuni professionali, extra-professionali e invalidità permanente da malattia.”

Dott. Alberi: “Stiamo invece cominciando a ragionare ora su soluzioni che riguardino i passaggi generazionali aspettando anche di vedere quali saranno le future norme in materia. Sul tema dell’invecchiamento delle competenze della forza lavoro non rileviamo criticità diffuse, anche in ragione di tutta la formazione necessaria nel nostro settore per stare al passo con i cambiamenti tecnologici.”

 

Come si inserisce il welfare aziendale nella relazione con il territorio e con gli attori della rappresentanza?

Dott.ssa Alberi: “Il ruolo delle relazioni industriali è assolutamente centrale in materia. Nella nostra esperienza, il welfare è stato oggetto di un lungo confronto in cui sono emerse visioni differenti, come è normale che sia. Dal canto nostro crediamo molto in questo strumento e vogliamo favorirne la conoscenza al nostro interno. Per questo stiamo organizzando anche incontri formativi sul tema. Per quanto riguarda invece la relazione con il territorio, lavoriamo molto con Confindustria e in particolare con Assolombarda. Con quest’ultima abbiamo aderito ad un’iniziativa di prossimo avvio finalizzata proprio a mettere in rete le aziende che operano sullo stesso territorio allo scopo di verificare possibili opportunità di sviluppare servizi di welfare a beneficio comune. Guardiamo con interesse a tutte le opportunità di scambio di idee in materia. Abbiamo sviluppato poi altre iniziative che non sono strettamente welfare, ma coinvolgono comunque attori del territorio. Da qualche anno abbiamo iniziato a lavorare sull’ambito della diversity focalizzandoci in particolare su quella di genere. A questo proposito ci siamo associati a Valore D facendo formazione sul tema. Dallo scorso anno partecipiamo ad iniziative del progetto Inspiring Girls e, attraverso l’incontro con le nostre  manager testimonial aziendali , cerchiamo di sensibilizzare le ragazze delle scuole medie sulla possibilità di intraprendere una professione in ambito scientifico, in una delle cosiddette materie STEM in cui le donne sono ancora netta minoranza nel nostro paese. Più recentemente abbiamo esteso l’attenzione sul tema delle disabilità. In questa ottica collaboriamo anche con ANMIL (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro) e insieme  a loro abbiamo aderito al Progetto Road nell’ambito del quale una nostra persona ha fatto un percorso di formazione che l’ha portata ad avere il riconoscimento del ruolo e della certificazione di disability manager.  Adesso stiamo iniziando a pensare a tutta una serie di progetti proprio finalizzati al personale diversamente abile. Un altro ambito su cui siamo molto attivi riguarda le collaborazioni con con università, centri di ricerca e scuole. Infine per quanto  riguarda la corporate social responsibility, che come tengo a precisare è ambito diverso dal welfare aziendale, attraverso la nostra Alstom Foundation selezioniamo ogni anno iniziative promosse da ONG e organizzazioni del territorio su segnalazione diretta dei nostri dipendenti. Tra i progetti selezionati dalla Fondazione Alstom nel 2018 anche un progetto italiano l’Oasi del cucito che prevede l’apertura di un laboratorio sartoriale per il reinserimento nel mondo del lavoro di alcune donne con un background sociale svantaggiato.”

 

Al di là dello scambio contrattuale lavoro/retribuzione quali elementi si inseriscono nel rapporto tra azienda e lavoratori?

Pattano: “Il rinnovo del CCNL metalmeccanici del 2016 ha segnato un cambiamento che ha aperto la strada al welfare all’interno dello scambio contrattuale. Di fatto però di welfare si parlava anche prima, anche se in maniera più contenuta. Oggi rappresenta un elemento di retention e di attraction che si aggiunge a quella che è la mera retribuzione lorda.”

Dott.ssa Alberi: “Sicuramente lo scambio contrattuale si sta arricchendo di altri elementi quali il welfare. Tuttavia occorre registrare che questa nuova concezione dello scambio è più sentita dalla componente impiegatizia mentre altre componenti restano ancora più legate al tipico sinallagma contrattuale.”

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