Fare Welfare

Le disposizioni della Circolare sulle modifiche all’art. 51, co. 2 del TUIR / Le polizze Long Term Care e Dread Disease

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Sempre maggiori sono le ipotesi di benefit ricompresi nel Comma 2 dell’art. 51 del TUIR da due anni a questa parte. È proprio alle modifiche introdotte dalle Leggi di Bilancio 2017 e 2018 che la (nuova) Circolare n. 5/E dell’Agenzia delle Entrate dedica il suo terzo paragrafo per chiarirne alcuni aspetti.

Copertura del rischio di non autosufficienza o del rischio di gravi patologie – articolo 51, co. 2, lett. f-quater), del TUIR:

 

Con la Legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 161) si è aggiunta un’ulteriore tipologia di benefit che non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente ovvero “i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, le cui caratteristiche sono definite dall’articolo 2, comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 27 ottobre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie”.

La circolare, nel richiamare come si inseriscano in questa fattispecie solo i contributi e i premi versati alle polizze ccdd. Long Term Care e Dread Disease (ovvero polizze volte ad assicurare le terapie di lungo corso e le malattie gravi), interviene al contempo per darne una definizione più chiara.

Se per la definizione di soggetti non autosufficienti (vedi Circolare n. 28/E del 2016 par. 2.3; Art. 15 TUIR) e per le polizze di Long Term Care (vedi art. 2, co. 2, lettera d), numeri 1) e 2) del D.M. 2009) la circolare si limita a richiamare i riferimenti già citati dalla normativa, per quanto riguarda le polizze di Dread Disease opera una delimitazione del contenuto della nozione di “gravi patologie” introducendo il riferimento “alle malattie professionali per le quali è obbligatoria la denuncia all’Ispettorato del lavoro di cui all’articolo 139 del d.P.R. 30 Giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), elenco pubblicato con D.M. 18 aprile 1973, e da ultimo aggiornato con D.M. 10 giugno 2014”.

In termini pratici inoltre la Circolare evidenzia come la lettera f-quater), facendo riferimento soltanto a “contributi e premi” senza altra specificazione, si può ritenere applicabile anche per i contributi versati tanto a casse aventi fine esclusivamente assistenziale quanto a enti o casse non aventi i requisiti di cui alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 51 del TUIR, o a fondi sanitari non iscritti all’anagrafe, nonché ad enti bilaterali così come definiti dall’articolo 2, comma 1, lett. h), del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276”.

Su questo punto, e più in generale per quanto riguarda l’esclusione dei contributi e dei premi della lett f-quater), dalla formazione al reddito da lavoro dipendente vengono poi fatte alcune precisazioni. Per la “non concorrenza” al reddito occorre tener presente che:

1. il versamento del premio da parte datore di lavoro deve essere rivolto alla generalità dei dipendenti (o a categorie omogenee);
2. solo il dipendente stesso può essere il destinatario delle prestazioni. Nel caso la polizza preveda prestazioni sia per il lavoratore che per i familiari occorrerà eventualmente scorporare la quota riferita a questi ultimi;
3. nell’ipotesi in cui i premi siano destinati a casse aventi esclusivamente fine assistenziale (lett. a dell’art. 51) occorre una contabilizzazione separata di questo tipo di contributi affinché non operi il limite previsto dei 3615,20€;
4. qualora non concorrano alla formazione del reddito non è possibile usufruire della detrazione d’imposta prevista dall’art. 15, co. 1, lett. f).

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