Fare Welfare

Le disposizioni della Circolare sulle modifiche all’art. 51, co. 2 del TUIR / Trasporto pubblico locale

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

L’ultima modifica all’articolo 51, comma 2, su cui si sofferma la Circolare è quella che ha visto l’aggiunta della lett. d-bis) alle prestazioni di servizi di trasporto collettivo, già previste dalla lett. d).

Somme erogate o rimborsate ai dipendenti per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale – art. 51, comma 2, lett. d-bis), del TUIR:

 

Con la Legge di Bilancio 2018  tra gli oneri che non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente figurano anche “le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12”.

Sulla novità di quest’anno la Circolare interviene per mettere in evidenza alcuni punti per i quali gli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente. In linea con l’impostazione generale della norma, il regime fiscale di favore è riconosciuto sia che essi vengano erogati volontariamente sia qualora vengano erogati tramite contratto, accordo o regolamento aziendale. Devono essere rivolti, naturalmente, alla generalità dei dipendenti (o a categorie omogenee). Inoltre:

  • gli abbonamenti possono essere concessi dal datore di lavoro al dipendente sia direttamente sia tramite la modalità rimborsuale ovvero attraverso l’erogazione di somme a fronte della spesa sostenuta dal dipendente;
  • resta comunque necessario per il datore di lavoro acquisire la documentazione che attesti l’effettivo utilizzo delle somme con le finalità della lett. d-bis;
  • si specifica che i destinatari possono essere anche i familiari del lavoratore purché risultino fiscalmente a suo carico.

Un aspetto sicuramente peculiare, e per questo particolarmente rilevante, definito nella Circolare è rappresentato sicuramente dal fatto che le somme erogate non devono necessariamente coprire l’intero costo dell’abbonamento ma possono rappresentare anche un contributo parziale.

Ma cosa si intende per abbonamento per il trasporto pubblico?

Proprio su questo aspetto la Circolare, richiamando la Circolare 7 marzo 2008, n. 19/E, opera un chiarimento dettagliato specificando che per quanto attiene la nozione di “abbonamento” rileva il fatto che il titolo di viaggio dia diritto a “un numero illimitato di viaggi per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete in un periodo di tempo specificato”. L’utilizzo del mezzo di trasporto pubblico non deve quindi essere episodico. Per questo non possono essere considerati abbonamenti agevolabili i titoli di viaggio che abbiano una validità oraria (anche qualora fosse superiore a quelle giornaliera cd. biglietti a tempo di cui si registra una forte crescita). Escluse anche le carte di trasporto integrate (che includono servizi ulteriori rispetto a quelli di trasporto).

Per quanto invece attiene la nozione di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale la Circolare definisce che non è rilevante la tipologia del mezzo di trasporto e che sono ammesse tutte le categorie di trasporto pubblico purché sia continuativo, periodico e con orari, frequenze e tariffe prestabilite. I servizi devono però avere ad oggetto il trasporto delle persone, essere ad accesso generalizzato e possono essere resi attraverso enti pubblici o soggetti privati affidatari autorizzati.

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