Fare Welfare

La recente prassi amministrativa /AE –Risposta n. 205/2019: periodo di maturazione del premio da stabilirsi con ragionevole anticipo

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Tra gli interventi dell’Agenzia dell’Entrate della scorsa estate con la Risposta n. 205/2019 viene fatta ulteriore chiarezza sui criteri di maturazione del premio di risultato ai fini della misurazione dell’incrementalità, requisito necessario per la detassazione, ovvero sulle modalità d’individuazione di un “periodo congruo” di maturazione del premio. Anticipiamo subito che, secondo quanto espresso dall’Agenzia, tali parametri devono essere stabiliti con ragionevole anticipo rispetto a un obiettivo di produttività ancora da verificarsi. Questo orientamento è dunque volto a impedire comportamenti opportunistici da parte delle imprese, non ammettendo che tali criteri di misurazione possano essere stabiliti con tempistiche troppo ravvicinate, o postume, al periodo di erogazione del premio.

Il quesito

Il caso è quello di un’azienda che si trova a dover rinnovare il proprio contratto integrativo aziendale passaggio che risulta, nel caso in oggetto, alquanto complesso in quanto l’azienda stava affrontando, un processo di riorganizzazione e armonizzazione contrattuale dei diversi rapporti di lavoro dovuto ad alcune fusioni. Questa complessità ha dunque fatto slittare la stipula del nuovo contratto previsto per la fine del 2018, in particolare per la richiesta dei lavoratori a cui si applicava il CCNL metalmeccanico di continuare a vedersi applicato questo, piuttosto che, come prospettato dall’impresa, il CCNL Terziario per tutti i dipendenti. Nonostante questi ritardi e complicanze, le OO.SS del Terziario hanno richiesto all’impresa di individuare una soluzione transitoria che consentisse di erogare il premio di risultato per il 2018. Per questo, a novembre 2018 viene sottoscritto un accordo che istitutiva dunque un premio di risultato legato all’incremento dell’indicatore EBITDA nell’anno 2018 rispetto al valore del 2017 prevedendo che venisse erogato a luglio del 2019 a tutti i dipendenti in forza nel 2019. Questo accordo però non è stato firmato dall’associazione sindacale dei metalmeccanici che tuttavia manifestava inseguito l’intenzione di aderirvi nel successivo gennaio 2019 (a seguito dell’elezione delle nuove RSU).

A fronte del quadro descritto, si pone il dubbio circa l’effettivo rispetto dei requisiti per l’erogazione del premio agevolato in particolare per quanto riguarda la questione dell’efficacia del contratto ai fini della detassazione, considerando che è stato sottoscritto solo dalle associazioni sindacali del terziario, e alla definizione del periodo di maturazione del premio ovvero circa il fatto che il contratto sia stato sottoscritto quando buona parte dell’anno di misurazione degli obiettivi era già trascorso.

La risposta

La risposta dell’Agenzia delle Entrate si concentra solo sul secondo punto, ovvero sulla definizione del periodo di maturazione del premio, probabilmente, ma non lo si specifica, ritendo la prima questione pacifica rispetto all’interpretazione prospettata dal contribuente. L’agenzia comincia dunque con il richiamare le principali norme e la principale prassi amministrativa sul tema e in particolare citando il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 marzo 2016.

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 marzo 2016

 

Art. 2, comma 1 – Definisce i premi di risultato come:

 «somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione»

 

Art. 2, comma 2 – Stabilisce che i contratti collettivi aziendali o territoriali:

 «devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione […] rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati»

La norma prevede che gli incrementi (di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione) siano misurabili e verificabili rispetto a quello che viene definito come un “periodo congruo” di maturazione del premio previsto dal contratto. Solo al termine di tale periodo, qualora venga provato l’incremento sarà possibile applicare al premio il regime agevolato. Sulla definizione della durata del periodo congruo la stessa Agenzia si era già espressa con la Circolare Agenzia delle Entrate n. 5/E del 2018 ammettendo che questa possa essere «indifferentemente annuale o infrannuale o ultrannuale dal momento che ciò che rileva è che il risultato conseguito dall’azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo considerato».

Tuttavia, con la Risposta n. 205/2019 si sottolinea come la funzione incentivante che la normativa riconosce all’istituto del premio di risultato, da cui deriva anche il riconoscimento dell’agevolazione, può dirsi assolta quando la «maturazione del premio, e non solo la sua erogazione, avvenga successivamente alla stipula del contratto, sulla base del raggiungimento degli obiettivi incrementali ivi previamente definiti e misurati nel periodo congruo anch’esso stabilito su base contrattuale» [cit. p. 11].

Specificando questo, di fatto, l’Agenzia non può che ritenere inammissibile la conformità del premio stabilito dall’accordo del caso in oggetto in quanto lo stesso, sottoscritto a novembre, prendeva come periodo di riferimento per la maturazione del premio l’anno in corso che di fatto si apprestava a concludersi. Si ritiene dunque che, nel caso specifico, non si possa parlare di obiettivi predeterminati e preventivamente stabiliti vista l’imminente scadenza del termine del periodo rilevante ai fini della loro misurazione al momento della sottoscrizione dell’accordo. L’agenzia quindi conclude affermando che: «non appare ammissibile una determinazione ‘postuma’ o, come nel caso di specie, a ridosso del termine del periodo di maturazione del premio, in quanto i criteri di misurazione devono essere determinati con ragionevole anticipo rispetto ad una eventuale produttività futura non ancora realizzatasi» [cit. p. 11].

È evidente che tale chiarimento da parte dell’Agenzia rappresenta anche una stretta rispetto ad alcuni comportamenti opportunistici, in uso in alcune imprese, e sia volto a sottolineare che la finalità incentivante del premio di risultato è presupposto fondamentale affinché possa godere della relativa agevolazione. Per questo non si può semplicemente prendere atto, con un accordo postumo, che sia stata registrata una certa incrementalità in un certo periodo ma occorre individuare intenzionalmente e preventivamente, tramite accordo, alcuni obiettivi che fungano da incentivo di processi produttivi e lavorativi per quel periodo. 

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