Esperienze welfare

Il welfare fa capolino nel CCNL Telecomunicazioni

Con la sottoscrizione dell’Accordo Applicativo tra Assotelecomunicazioni – Asstel e SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, del 9 aprile 2018, le parti danno seguito a quanto previsto nell’Accordo di Programma per il rinnovo del CCNL TCL dello scorso 23 novembre 2017. Le aziende del settore a partire dal 1° luglio 2018, saranno quindi tenute a corrispondere ai propri lavoratori 120€ in welfare. La misura è attualmente prevista solo per il 2018.

 

Accordo di programma per il rinnovo del CCNL TCL – 23 novembre 2017

 La previsione del welfare a livello di CCNL che trova in questi giorni attuazione nasce proprio dall’Accordo di programma dello scorso novembre.

Tre le premesse dell’accordo, le parti hanno richiamato le sfide che il settore delle Telecomunicazioni si è trovato ad affrontare negli ultimi anni tanto in termini di concorrenza, competitività e innovazione quanto in relazione alla profonda trasformazione del mercato del lavoro e all’esigenza di sviluppo e aggiornamento delle professionalità.

A questi aspetti, come riportato nell’accordo, la filiera ha cercato di rispondere con eventi di riorganizzazione individuando l’esigenza di puntare sulla formazione e sul rafforzamento del sistema produttivo.

Viene inoltre riconosciuto il ruolo centrale in tal senso delle relazioni industriali e viene condiviso dalle parti anche l’obiettivo di una maggiore diffusione della contrattazione di secondo livello.

Con l’accordo è stata quindi prorogata la durata del CCNL di riferimento fino al 30 Giugno 2018 ed è stato esplicitato l’impegno di arrivare a un rinnovo del CCNL in tempi brevi avviando un confronto tra le parti su alcuni dei temi tra cui l’adeguamento alle disposizioni del Testo Unico sulla rappresentanza, l’attenzione specifica alle attività di Customer Care e il miglioramento della qualità del servizio favorendo conciliazione vita-lavoro, l’aggiornamento del CCNL TLC e lo sviluppo di una cultura di settore.

L’accordo ha infine disposto un adeguamento dei trattamenti economici del personale dipendente. E’ proprio in questa parte che è stata inoltre inserita la previsione dell’attivazione da parte delle aziende del settore di “strumenti di welfare esigibili fino totale concorrenza di 120€”. Le modalità di individuazione delle tipologie di beni e servizi sono le stesse riprese inseguito dall’accordo attuativo.

 

Accordo Applicativo – 9 aprile 2018

L’accordo, pur specificando che le misure a cui destinare il valore previsto di 120€ verranno individuate dalle imprese e dalle RSU, dà un indirizzo preciso sulla loro tipologia (riprendendo le previsioni dell’Accordo di programma). Infatti indica che queste saranno individuate dalle parti considerando le caratteristiche dei dipendenti e privilegiando le finalità di miglioramento della qualità della vita personale e familiare (in particolare relative a educazione, istruzione ricreazione e assistenza sociale e sanitaria).

Ad ogni modo i lavoratori possono comunque scegliere di destinare la somma prevista al fondo di assistenza sanitaria integrativa di riferimento.

Vengono inoltre individuati i dipendenti beneficiari come segue:

  • hanno diritto al beneficio in questione i lavoratori assunti al 1° luglio 2018, non in prova con un contratto a tempo indeterminato;
  • hanno diritto al beneficio in questione i lavoratori assunti al 1° luglio 2018, non in prova con un contratto a tempo determinato purché abbiano un’anzianità di servizio nel corso del 2018 di tre mesi, anche non consecutivi;
  • nel caso di lavoratore a tempo parziale il beneficio di 120€ è riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale;
  • sono esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita né indennizzata nel periodo 1 luglio 2018 – 31 dicembre 2018.

Infine si specifica che i 120€ di welfare, di cui nell’accordo, sono da considerarsi aggiuntivi rispetto alle misure di welfare eventualmente già previste a livello aziendale. Un’azienda che quindi stia già erogando beni e servizi ai propri dipendenti, pianificati a livello aziendale o da altri accordi collettivi, dovrà integrare, e non sostituire, la sua offerta con ulteriori 120€ di welfare derivanti dal presente accordo.

 

In questi accordi quindi l’introduzione di misure di welfare a livello di settore si ricollega a un’esigenza complessiva di aggiustamento e di risposta alla trasformazione dell’attuale scenario di settore.  Come richiamato nelle premesse dell’Accordo di programma, è in questo scenario che si evidenzia la necessità di valorizzare il fattore lavoro. Proprio attraverso il ruolo strategico di indirizzo delle Relazioni Industriali l’obiettivo è riuscire a “creare condizioni di competitività e produttività tali da rafforzare il sistema produttivo per una occupabilità e ri-occupabilità sostenibili, e favorire lo sviluppo di un modello innovativo di welfare”. Inoltre le misure di welfare previste dall’accordo, rientrando a tutti gli effetti nei trattamenti economici dei dipendenti, si configurano come un elemento della contrattazione che contribuisce a delineare un nuovo rapporto di scambio tra lavoratore-impresa. In questo senso è rilevante il ruolo delle relazioni industriali per riuscire a comprendere le trasformazioni in atto e provare a rispondere ai cambiamenti economici e organizzativi dell’impresa e del lavoro.

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