News dal territorio

Il welfare aziendale come risorsa del welfare territoriale: l’esperienza di Legnano

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

L’11 marzo 2019 è stato firmato a Legnano il “Protocollo per l’utilizzo del welfare aziendale per l’acquisto di servizi educativi comunali”. L’accordo, firmato da Comune di Legnano, Confindustria Alto Milanese, Confartigianato Imprese Alto milanese, Cgil Ticino Olona, Cisl Milano Metropoli, Uil CST Ovest Milano Lombardia, vede il coinvolgimento tripartito di enti pubblici, associazioni datoriali e sindacali nella costruzione di un welfare territoriale ovvero nella possibilità di incanalare le risorse del welfare aziendale verso i servizi educativi comunali (quali ad esempio, pre-post scuola, asili nido e centri ricreativi diurni). Le imprese potranno dunque indirizzare i propri lavoratori ad usufruire di tali misure attraverso l’offerta  di welfare pubblico.

A tal fine le parti si impegnano a:

  • pubblicizzare l’iniziativa attraverso i propri canali di comunicazione;
  • istituire una commissione con compiti di monitoraggio, raccolta ed elaborazione dei dati relativi all’utilizzo dei servizi offerti e raccolta di eventuali diverse esigenze aziendali e dei lavoratori;
  • definire le modalità di acquisto dei servizi da parte delle aziende e di accesso da parte dei lavoratori;
  • promuovere la conoscenza dell’accordo nella Consulta per l’economia e il lavoro dell’Alto Milanese promuovendo l’adesione al protocollo di altre associazioni di rappresentanza datoriale.

Questo tipo di esperienza rappresenta sicuramente un esempio di come il welfare aziendale possa essere declinato, attraverso logiche e alleanze locali, affinché vengano messe a valore tutte le risorse del territorio. In tal senso si sottolinea come, di per sé, il welfare aziendale non generi necessariamente, come spesso evidenziato, una dualizzazione tra sistema privato e sistema pubblico, nonché un suo impoverimento. Risulta però fondamentale che tali iniziative siano frutto di una progettazione ampia e condivisa.

Il protocollo si inserisce nel solco di alcuni precedenti accordi sul territorio

Il “Protocollo per l’utilizzo del welfare aziendale per l’acquisto di servizi educativi comunali” come richiamato in premessa, è stato sviluppato a partire da alcune intese precedentemente sottoscritte a livello locale.

Nel 2016 il progetto “La conciliazione innova la piccola impresa: un modello da promuovere” attraverso un’ampia partnership territoriale (tra il Comune di Legnano, il Piano di Azine Ambito Legnanese, Città Metropolitana di Milano, Afol Ovest Milano, API, Associazione Irene, Cgil Ticino Olona, Cgil Milano, Cisl Milano Metropoli, Uil CST Milano-Lombardia, Confartigianato imprese Alto Milanese, Confederazione Italiana Agricoltori Milano, Confindustria Alto Milanese, Confcommercio) sanciva l’inizio di un progetto di sensibilizzazione e promozione delle politiche di welfare aziendale integrativo con il coinvolgimento delle parti firmatarie.

Da qui l’avvio di una sperimentazione di 2 anni a supporto della gestione dei piani di welfare aziendale e interaziendale nelle PMI e le opportunità di scambio, anche con gli enti locali, di beni e servizi.

Tra le azioni possibili previste dal progetto si individuavano:

  • lo sviluppo di piani di welfare aziendale e interaziendali con particolare riferimento alla conciliazione vita-lavoro;
  • la possibilità per le PMI senza RSU di avvalersi dell’accordo per definire i premi di risultato da erogare anche sotto forma di beni e servizi e per presentare un piano di welfare alle OO.SS categoriali e territoriali di competenza;
  • la volontà di favorire l’adesione al progetto delle PMI;
  • l’istituzione di un tavolo tecnico per il monitoraggio dei risultati raggiunti e una loro comunicazione e valorizzazione sul territorio.

Più concretamente è con il successivo accordo “Welfare nel territorio” del 18 marzo 2018, che le parti (Confindustria Alto Milanese, Cgil Ticino Olona, Cisl Milano Metropoli, Uil CST Ovest Milano Lombardia) hanno dato seguito al progetto. Nell’intesa sono sottolineate le potenziali ricadute positive sull’economia e sull’occupazione delle misure di welfare contrattuale nel quadro della responsabilità sociale d’impresa, anche grazie al coinvolgimento delle parti sociali per l’implementazione di misure di valore aggiunto per imprese e lavoratori.

A questo scopo, oltre a migliorare la conoscenza del welfare integrativo, si proponeva:

  • una valorizzazione di eventuali finanziamenti pubblici (provinciali / regionali) a sostegno delle politiche di welfare della formazione degli operatori;
  • la promozione degli strumenti di contrattazione sul welfare integrativo (con particolare attenzione alla previdenza complementare) e sulla conciliazione vita lavoro;
  • il riconoscimento del welfare già offerto dal territorio per «mettere a fattor comune tutte le risorse esistenti ed integrare le risposte aziendali nel più ampio contesto di welfare territoriale».

Rispetto a quest’ultimo punto si esprimeva l’impegno nel costruire un collegamento tra le aziende a partecipazione pubblica del territorio dell’Alto Milanese fornitrici di servizi e gli strumenti di welfare (integrativo) definiti tra le parti, per la cui attuazione e monitoraggio si prevedeva l’istituzione di una commissione paritetica.

Vi era inoltre l’intento di estendere l’adesione dell’accordo anche ad altre organizzazioni datoriali presenti nella consulta e ricercare una maggiore sinergia tra welfare integrativo contrattuale e misure del territorio anche attraverso un confronto per la definizione dei nuovi piani di zona.

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