Osservatorio

Il territorio bresciano / 5. Reti per il welfare aziendale

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Anche sul territorio di Brescia si rileva la presenza di alcune esperienze di welfare e di misure a sostegno della salute, del benessere e della conciliazione vita-lavoro sviluppate attraverso reti territoriali che prevedono il coinvolgimento e la partecipazione delle imprese. Tra queste vi possono essere anche casi di welfare aziendale condiviso implementati attraverso il contratto di rete, strumento che può contribuire a favorirne la diffusione nelle PMI. Abbiamo qui raccolto le diverse iniziative differenziandole per tipologia.

Reti d’imprese – WelStep

La rete Welstep è formata da 13 aziende (quasi tutte del territorio bresciano) che complessivamente occupano 2.200 dipendenti. Nata nel 2015 con l’intento di «fare massa critica e sviluppare economie di scala per adottare congiuntamente i piani di welfare aziendale», individua quali obiettivi strategici:

  • il potenziamento della capacità di erogare piani ed offerte di prestazioni e servizi di welfare ai propri dipendenti, attraverso un’attività di programmazione coordinata ed elaborata in rete;
  • la realizzazione di attività di progettazione, analisi, studio, ricerca funzionali a promuovere comportamenti aziendali/interaziendali socialmente responsabili in materia di welfare aziendale e formazione (questi sono individuati come fattori che contribuiscono all’innalzamento della capacità competitiva, innovativa e di qualità delle attività produttive);
  • l’implementazione di attività e politiche di welfare aziendale realizzabili a condizioni più vantaggiose in ragione di meccanismi di economie di scala;
  • l’accrescimento della fidelizzazione dei dipendenti verso le proprie realtà aziendali.

L’adesione delle imprese a Welstep non vincola queste ultime rispetto alla scelta di uno specifico piano di welfare o di un provider. Rappresenta piuttosto un luogo di confronto, condivisione di buone pratiche e promozione di iniziative comuni. A tal proposito la rete si è dotata di uno statuto e di una struttura formale (si veda anche il contributo di Arletti L. in Secondo Welfare, 2018):

  • Assemblea delle imprese: costituita da tutti i titolari d’azienda, è presieduta da un Presidente. Spetta all’assemblea nominare il Comitato Tecnico, l’Organo Comune e consultare ed approvare quanto da questo proposto;
  • Comitato tecnico: formato da un rappresentante per ogni azienda aderente alla rete, ha il compito di discutere, fare proposte e indicare idee per lo sviluppo del welfare aziendale, che poi devono essere approvate dall’Assemblea
  • Organo comune: è una figura nominata dall’assemblea delle imprese ed è l’organo al vertice del Comitato Tecnico. Riunisce il comitato tecnico per sviluppare le progettualità da proporre all’Assemblea, a cui è rimessa la valutazione.

Iniziative con la regia dell’Associazione datoriale

 Pur non essendo configurabili come iniziative di rete in senso stretto, sul territorio si registrano inoltre alcune iniziative delle associazioni datoriali e di rappresentanza che hanno come finalità la promozione del welfare aziendale nelle imprese locali. Tali iniziative si propongono di accrescere l’informazione delle aziende sulla materia, fornire loro un supporto e facilitare l’accesso a strumenti funzionali all’erogazione di un piano di welfare anche attraverso accordi di partnership con soggetti specializzati (in particolare si vedano gli accordi che UBI Welfare ha sottoscritto con AIB – Associazione Industriali Bresciana, Apindustria Brescia, Federfarma Brescia).

Rete di Work-health-promotion

Il progetto “Rete delle Aziende che promuovono salute”, attivo sul territorio dal 2013 su iniziativa dell’ATS Brescia e di AIB promuove, con la partecipazione delle aziende, la salute dei lavoratori attraverso la realizzazione di buone pratiche che rientrino tra quelle previste dal manuale di Regione Lombardia (l’iniziativa fa parte infatti della rete di “Work-health-promotion” regionale). Le aziende, e i loro lavoratori, aderiscono volontariamente al progetto promuovendo la diffusione di informazioni sull’importanza di stili di vita salutari o realizzando iniziative al riguardo in alcune precise aree tematiche: alimentazione, contrasto al fumo di tabacco, attività fisica, mobilità sicura e sostenibile, contrasto alle dipendenze, benessere e conciliazione vita-lavoro. L’ATS e l’associazione industriali mettono invece a disposizione delle imprese un orientamento metodologico e organizzativo.

L’impatto di queste iniziative è tutt’altro che da sottovalutare. Come riportato dal “Rapporto 2017 sulle attività di prevenzione e promozione della salute dell’ATS di Brescia”: «Alla fine del 2017, ATS ha accompagnato il lavoro di 51 aziende iscritte alla rete regionale; considerando anche alcune aziende che, pur non aderendo alla rete regionale, promuovono iniziative di promozione della salute di provata efficacia nei confronti dei loro dipendenti, le azioni sviluppate nel 2017 hanno permesso di raggiungere circa 15.000 lavoratori. Nel 2017, poiché ATS di Brescia è anche capofila della Rete Territoriale di Conciliazione famiglia-lavoro, si è avviato un lavoro di conoscenza, di confronto e “contaminazione” tra le due reti che ha portato 13 delle 162 realtà che hanno sottoscritto l’accordo territoriale per la conciliazione ad essere parte attiva anche nel progetto WHP» [pp. 33-34]. 

Rete Territoriale di Conciliazione famiglia-lavoro

 Le reti territoriali di conciliazione nascono da una sperimentazione a seguito dell’Intesa del 2010 tra Regioni e il Dipartimento delle Pari opportunità e della successiva strategia tracciata dalla Regione Lombardia nel 2011 con il “Libro bianco. Roadmap per la conciliazione famiglia-lavoro”.  Si sono dunque consolidate come un programma regionale, articolato su iniziative ed azioni locali, attraverso le Alleanze locali di conciliazione [sul punto si vedano i contributi di Secondo Welfare: Madama, Maino 2013; Maino, Gobbo 2015]. Tra i loro obiettivi vi sono quelli di promuovere il benessere familiare e lavorativo e favorire le pari opportunità e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Sono state 13 le reti presenti sul territorio regionale tra il 2010 e il 2011 (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese, Valle Camonica) attraverso la sottoscrizione dei relativi accordi di programma.

Le reti sono costituite da una partnership tra attori pubblici e privati che condividono servizi e interventi nell’ambito della conciliazione vita-lavoro quali ad esempio: servizi per l’infanzia, anche nei periodi di chiusura nelle scuole e nel pre- e post scuola; assistenza e servizi di mobilità per l’accesso a servizi rivolto a soggetti fragili e figli minori; accompagnamento e supporto per micro, piccole e medie imprese e reti di impresa per usufruire del regime di defiscalizzazione, contrattazione di secondo livello, misure flessibili di lavoro; sostegno alle azioni di time saving a favore di titolari o dipendenti di imprese commerciali e artigianali (max 3 occupati). Sono dotate di un “Comitato di programmazione, valutazione e monitoraggio” che si occupa delle attività di valutazione (circa la rispondenza tra azioni e progettualità portate avanti rispetto ai bisogni locali) e monitoraggio (delle iniziative realizzate rispetto alle azioni previste nel Piano Territoriale della Conciliazione). Le ATS fungono da soggetti capofila coordinando le azioni della rete rispetto al Piano.

A partire dal 2014, entro la Rete territoriale di conciliazione famiglia-lavoro dell’ATS Brescia si registra la presenza di tre Alleanze locali di conciliazione:

  • Alleanza di Montichiari (Ente capofila Comune di Montichiari) – Ambito distrettuale Bassa Bresciana Occidentale, Ambito distrettuale Bassa Bresciana Centrale, Ambito distrettuale Bassa Bresciana Orientale e Ambito Garda-Salò;
  • Alleanza di Brescia (Ente capofila Comune di Brescia) – Ambito distrettuale di Brescia e Ambito distrettuale Brescia Est;
  • Alleanza di Palazzolo (Ente capofila Comune di Palazzolo) – Ambito distrettuale Monte Orfano, Ambito distrettuale Sebino, Ambito distrettuale Oglio Ovest ed Ambito distrettuale Brescia Ovest.

Nel piano territoriale 2014-2015 i tre progetti riguardavano, inizialmente, misure rivolte ai dipendenti delle aziende aderenti alla rete volte a facilitare il rientro nel mercato del lavoro per le madri (con figli fino a 5 anni di età) e contributi rivolte alle imprese per congedi, flessibilità e welfare aziendale. In particolare erano previsti:

  • voucher rivolti ai dipendenti per usufruire di servizi di cura per familiari anziani e disabili, per servizi socio educativi per l’infanzia, per servizi socio-educativi assistenziali per minori di età fino a 14 anni;
  • voucher premiante per l’assunzione di madri escluse dal mercato del lavoro o in condizioni precarie (con figli fino a 5 anni di età) con destinatari le imprese aderenti alle Alleanze locali che assumano tali soggetti con contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno 6 mesi;
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di un piano di flessibilità aziendale e del piano di congedo a sostegno dell’implementazione di una cultura organizzativa flessibile.

Nella seconda annualità del biennio sono state allargate le previsioni sulle misure a cui avere accesso tramite il voucher per i servizi di cura permettendo di usufruirne anche per la retta delle scuole dell’infanzia e delle sezioni primavera, per l’iscrizione ad attività sportive, ricreative e culturali per i figli in orario extra-scolastico e per incentivare servizi time-saving (quali stireria, lavanderia e pulizia della casa). È stata ribadita la possibilità di rimodulare le risorse non utilizzate per una singola azione a favore di altre, in relazione ai bisogni evidenziati e alle richieste pervenute.

Al 30 settembre 2016 i beneficiari delle iniziative del piano sono risultati essere n. 421 dipendenti per quanto riguarda i voucher per i servizi di cura, n. 10 MPMI per la premialità legata all’assunzione di madri escluse dal mercato del lavoro e n. 2 MPMI per servizi di consulenza. Numeri che sono andati a crescere considerando che al 15 gennaio 2017 sono stati n. 993 i lavoratori beneficiari del voucher per i servizi di cura, n. 16 MPMI per la premialità legata all’assunzione di madri escluse dal mercato del lavoro, n. 2 MPMI per servizi di consulenza. L’impatto di tali progetti è stato quindi crescente.

Con riferimento al piano 2017-2018 i tre progetti presentati e finanziati si pongono in continuità con quelli del biennio precedente prevedono voucher rivolti ai dipendenti delle imprese dell’Alleanza residenti in Lombardia (per servizi di cura, socio-educativi per l’infanzia, socio-educativi assistenziali per minori di età fino a 14 anni) e si propongono di allargare la rete territoriale con l’ingresso di nuovi partner. Tutte le iniziative, accanto al contributo regionale prevedono un co-finanziamento da parte degli enti pubblici e privati coinvolti.

I tre progetti sono:

·       “Tra famiglia e lavoro” – Comune di Montichiari (Ambito Bassa Bresciana Occidentale, Ambito Bassa Bresciana Centrale, Ambito Bassa Bresciana Orientale, Ambito del Garda, Ambito Val di Sabbia);

·       “Politiche per la famiglia: la conciliazione dei tempi di vita e lavoro” – Comune di Palazzolo sull’Oglio (Ambito Monte orfano, Ambito Oglio Ovest, Ambito Sebino, Ambito Brescia Ovest);

·        “Oltre la scuola” – Comune di Brescia (Ambito di Brescia, Ambito di Brescia Est, Ambito Valle Trompia).

Sempre in tema di conciliazione infine si segnala la presenza di altri progetti promossi sul territorio dell’ATS di Brescia che coinvolgono enti pubblici e terzo settore, scuole, altri enti e associazioni (ma non in questo caso le imprese) finanziati all’interno del POR FSE 2014/2020.

Abbiamo dunque visto come, allargando lo sguardo anche ad altre esperienze di welfare di rete non strettamente aziendale, si registrano sul territorio di Brescia iniziative significative che, proprio con il coinvolgimento delle imprese, si propongono di sostenere il benessere personale e familiare dei lavoratori.

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