Fare Welfare

Gli ultimi interventi dell’Agenzia delle Entrate: app mobile per servizi sostitutivi di mensa (verso un buono pasto digitale?) e premi di produttività.

Autore: Maria Sole Ferrieri Caputi
Bio: ADAPT Junior Fellow

Nell’ultimo mese sono stati due gli interventi dell’Agenzia dell’Entrate che interessano l’erogazione del welfare aziendale con particolare riferimento a:

  1. i servizi sostitutivi di mensa (Agenzia delle Entrate, Principio di Diritto n. 3, 8 ottobre 2018 / App mobile per servizi sostitutivi di mensa aziendale);
  2. i premi di risultato (Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 78/E, 19 ottobre 2018 / Reddito di lavoro dipendente – Detassazione Premi di risultato).

 

Principio di Diritto n. 3 del 8 ottobre 2018: app mobile per servizi sostitutivi di mensa aziendale.

 

Lo scorso 8 ottobre 2018 l’Agenzia è intervenuta pubblicando il Principio di Diritto n. 3 avente come oggetto la possibilità di utilizzare una “App mobile per i servizi sostitutivi di mensa aziendale” in relazione a quanto previsto dalla normativa agli artt. 51 e 109 del TUIR e all’art. 16 del d.p.r. n. 633 del 1972.

Il servizio sostitutivo di mensa fruito mediante una applicazione da dispositivo mobile viene riconosciuto assimilabile al servizio reso tramite buono pasto per cui trova estensione la relativa disciplina fiscale:

  • ai fini IRPEF viene applicato quanto previsto all’art. 51, comma 2, lettera c), del TUIR, ovvero la non concorrenza al reddito da lavoro dipendente;
  • ai fini IRES non trovano applicazione le limitazioni previste dall’art. 109 comma 5 del TUIR («le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’articolo 95, sono deducibili nella misura del 75 per cento») considerando il costo sostenuto dal datore di lavoro per gestire i servizi sostitutivi di mensa aziendale come l’«onere per l’acquisizione di un servizio complesso» e quindi interamente deducibile;
  • ai fini IVA sono applicabili le aliquote ridotte del 4 e 10 per cento previste nei nn. 37 e 121 della Tabella A, allegata al d.p.r. del 26 ottobre 1972 n. 633. In materia tuttavia l’Agenzia richiama i possibili riflessi, sull’applicazione dell’imposta, dovuti al recepimento in ambito nazionale della Direttiva (UE) 2016/1065 del 27 giugno 2016. A partire dal 1° gennaio 2019 infatti le nuove regole in materia di “Trattamento IVA dei buoni” dovranno trovare applicazione anche nel sistema italiano. Sul punto, lo scorso 8 agosto 2018, è stato formulato uno schema di decreto legislativo per recepire la Direttiva europea. Tuttavia occorre segnalare che, al momento, emergono possibili criticità tecniche legate alla nuova disciplina.

Il riconoscimento dell’Agenzia sull’assimilabilità dei servizi sostitutivi di mensa aziendale resi tramite app può rappresentare l’inizio dell’evoluzione, auspicata dagli operatori del settore, verso un buono pasto, non più cartaceo o elettronico (ovvero mediante l’accredito dei buoni su una card elettronica), ma digitale.

Infatti in merito, col comunicato dello scorso 25 ottobre 2018, Anseb (Associazione Nazionale società emettitrici di buoni pasto) ha proposto di rendere obbligatorio, nell’arco di tre anni, il buono pasto digitale al fine di:

  • garantire maggiore tracciabilità dei flussi finanziari e contrastare abusi e comportamenti;
  • velocizzare i rimborsi agli esercenti;
  • superare i problemi di costi connessi all’assenza di un POS unico.

Nel documento citato, inoltre, Anseb sottolinea la necessità di una più complessiva, e necessaria, modernizzazione del mercato dei buoni pasto come vantaggio e garanzia per tutte le parti (lavoratore, imprese, società emettitrici e Stato) coinvolte nel sistema.

 

Risoluzione n. 78/E del 19 ottobre 2018: reddito di lavoro dipendente e detassazione dei premi di risultato.

 

L’Agenzia Entrate è poi intervenuta con la Risoluzione n. 78/E del 19 ottobre 2018 rispondendo all’interpello di un’azienda in merito alla definizione dei parametri e degli obiettivi di misurazione dei premi di risultato previsti dall’accordo aziendale di secondo livello.

In particolare l’Agenzia ribadisce che, ai fini dell’accesso ai benefici fiscali sui premi di risultato, è necessario che gli obiettivi conseguiti siano incrementali rispetto al valore degli indicatori registrati all’inizio del “periodo congruo” individuato, come previsto dalla legge di Stabilità 2016 (sulla definizione di “periodo congruo” e sugli ultimi chiarimenti in materia di premi di risultato della Circolare n. 5/E si veda anche Menegotto M., Dalle Entrate “nuovi” chiarimenti in materia di premi di risultato, Welfare for People, 17 aprile 2018).

Come noto, proprio il requisito dell’incrementalità è considerato essenziale ai fini dell’accesso all’agevolazione (che si sostanzia in un’aliquota sostitutiva del 10% o in nessuna contribuzione se il premio viene convertito in welfare) a differenza di quanto precedentemente previsto sulle agevolazioni in vigore dal 2008 al 2014 sulla retribuzione di produttività.

Non è sufficiente quindi l’individuazione e il raggiungimento di un parametro di riferimento (dato stabile) ma occorre poter misurare che questo sia effettivamente incrementale rispetto al periodo precedente.

Proprio nel caso oggetto dell’interpello, l’Agenzia ritiene che, per tale motivo, non sia applicabile il regime di agevolazione al premio previsto dal contratto aziendale (per come descritto dalla stessa nel quesito). Infatti l’individuazione dei due indicatori, uno di redditività legato al raggiungimento di un valore EBIT e uno di efficienza legato al miglioramento del rispetto dei tempi di consegna, non è di per sé sufficiente a definirne i parametri di incrementalità.

Viene però specificato che, qualora questi indicatori al termine del periodo di riferimento siano effettivamente incrementali rispetto a quelli del periodo precedente, resta possibile per l’azienda usufruire dell’agevolazione. Nel caso specifico, inoltre, potendo dedurre che i due indicatori sono alternativi, sarebbe possibile detassare l’intero premio al verificarsi dell’incrementalità anche di uno solo dei due. Diversamente, con la prima retribuzione utile, saranno dovute dall’azienda le imposte non versate al momento dell’erogazione del premio.

Sembra dunque pacifico quanto enunciato con questi ultimi due interventi dell’Agenzia. Da un lato, l’interpretazione estensiva delle previsioni fiscali sui buoni pasto al servizio sostitutivo di mensa erogato tramite app mobile, risulta essere un’assimilazione logica visto anche il maggior favore riservato ai buoni elettronici rispetto a quelli cartacei. Resta tuttavia da valutare l’impatto che la nuova disciplina IVA avrà complessivamente su questi strumenti. Dall’altro la Risoluzione n. 78/E nulla cambia o aggiunge ai requisiti necessari al riconoscimento della detassazione sul premio di risultato ma richiama l’attenzione sulla stringenza e sull’essenzialità dell’incrementalità e della misurabilità degli indicatori affinché venga riconosciuto il favor fiscale.

Iscriviti
alla newsletter
Fornisco il consenso per la Privacy Policy