Osservatorio

Dal modello Crespi d’Adda a Industria 4.0: la rivoluzione del welfare

 

Tra contraddizioni, luoghi comuni e prospettive di lettura affascinanti.  Il welfare aziendale non è un tema di oggi ma un tema storico dalle radici profonde. Per questo occorre capire da dove siamo partiti per leggere il futuro.

L’esigenza di fornire una (diversa) proposta di lettura del fenomeno è presentata nel video dal Prof. Michele Tiraboschi, Responsabile Scientifico del progetto. Il video è un estratto dell’evento di presentazione del Primo Rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia”  dello scorso 14 Marzo a Sesto San Giovanni presso Spazio MIL.

Il Rapporto in un’immagine.

Il cuore del Rapporto è racchiuso in un’immagine, la stessa che abbiamo scelto di mettere come copertina del “Primo Rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia” il villaggio operaio di Crespi d’Adda.

L’immagine mostra non solo un’azienda ma un territorio, una comunità. E’ proprio andando oltre al perimetro aziendale che si può cogliere quello che storicamente è il significato del welfare aziendale.

Il modello del villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresentava l’unico modo forse possibile per fare impresa in quel territorio, in quel periodo storico. Un modello che non poteva prescindere dalla comunità, funzionale alle esigenze produttive d’impresa. Ecco che il welfare aziendale non è una forma di paternalismo illuminato, come più volte richiamato, in quanto non racchiude il desiderio da parte dell’impresa di fare qualcosa di socialmente buono per i propri dipendenti. Il welfare aziendale è in primis uno strumento funzionale all’organizzazione e alla produzione d’impresa.

Un’infrastruttura d’impresa solida non poteva, e non può, che guardare al territorio, alla comunità ma anche alla rappresentanza per rispondere alle esigenze di coordinamento, ordine, partecipazione e sviluppo.

Siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale.

Oggi però vediamo come, sempre di più, le imprese siano per lo più infrastrutture fatte di persone. Il modello di fabbrica 4.0 non racchiude solo le tecnologie. I primi fattori abilitanti delle fabbriche intelligenti sono le teste delle persone, le idee, le forze le iniziative.

Ecco che il welfare aziendale di cui ci troviamo a parlare attualmente rappresenta una risposta alla (nuova) grande trasformazione del lavoro, un fattore funzionale a un modello produttivo che non possiamo più leggere e interpretare secondo le logiche che hanno contraddistinto lo sviluppo industriale di inizio Novecento.

Il welfare aziendale, non si sta diffondendo quindi a causa di un arretramento del welfare pubblico, ma rappresenta piuttosto il tentativo di accompagnare un nuovo modo di concepire il lavoro e la produzione nel raccordo tra innovazione tecnologica, nuove professionalità e ripensamento delle comunità locali. Un’impresa sostenibile che sappia affrontare i futuri scenari demografici e la competizione globale e sappia rapportarsi ai nuovi mercati del lavoro attraverso un nuovo patto con lavoratori di cui il welfare rappresenta un tassello.

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