Trasformazioni del lavoro

Dal Ministero del Lavoro il nuovo report su Detassazione – Deposito contratti (Settembre 2019)

Ecco i nuovi dati sui contratti di secondo livello che hanno a oggetto premi di risultato detassati come previsto a partire dalla Legge di Stabilità 2016 (l.n. 208/2015). Dal 2016 a oggi sono state complessivamente 50.004 le dichiarazioni depositate dalle aziende presso il Ministero del Lavoro (ai sensi dell’articolo 5 del DM 25 marzo 2016).

Dati – Settembre 2019

Alla data del 16 settembre 2019 risultano 15.874 i contratti attivi, di cui 12.335 aziendali e 3.519 territoriali. I contratti che prevedono la possibilità di welfarizzare il premio di risultato sono circa il 52% (8.314). Si ricorda che l’effettiva conversione del premio in welfare aziendale dipende comunque, come noto, dalla scelta del dipendente.

Rispetto ai dati di Luglio 2019 si registra dunque un +1.197 di contratti attivi di cui un +493 di contratti aziendali e addirittura un +704 contratti territoriali. La welfarizzazione è invece presente in +502 contratti, ovvero in circa la metà dei nuovi contratti depositati. Tuttavia questo, come detto, non determina in automatico l’effettiva corresponsione del premio in welfare.

Analizzando la distribuzione di questi contratti attivi per area geografica (Graf. 1), settore di attività (Graf. 2) e dimensione aziendale (Graf. 3) emerge che:

  • sono particolarmente diffusi al nord (78%), in leggero aumento;
  • si concentrano per la maggior parte nel settore dei servizi (58%), il leggero aumento, mentre risultano pressoché assenti nel settore dell’agricoltura;
  • il 52% dei contratti aziendali è stato depositato da aziende di piccole dimensioni (sotto i 50 dipendenti), in aumento.

I dati di Settembre mostrano dunque una continuità rispetto al come si distribuiscono i contratti di produttività (si faccia un confronto con i dati di Luglio – 2019).

Considerando la distribuzione regionale, è in Lombardia (4.160) e in Emilia Romagna (3.551) che si concentra il maggior numero di accordi. Queste due regioni da sole comprendono il 50% dei contratti attivi totali, con una particolarità: nella prima risultano molto diffusi gli accordi di livello aziendale mentre nella seconda quelli di livello territoriale. Con addirittura 1.932 accordi, l’Emilia Romagna raccoglie da sola il 55% dei contratti territoriali attivi in materia.

Per quanto riguarda la decontribuzione prevista dal Decreto Interministeriale 12 settembre 2017, si segnala, infine, che sono state compilate 3.850 dichiarazioni di cui 2.352 si riferiscono a contratti tutt’ora attivi.

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