Premi di risultato:

come sfruttarli al meglio grazie al welfare.

Di ADM-Welfare - 08 Nov 2019 |

Dalla Legge di Stabilità del 2016 è stata reintrodotta la detassazione dei premi di risultato per il settore privato, con una novità fondamentale: la possibilità di convertire il premio in welfare per scelta del lavoratore.

Per il dipendente

Il dipendente, con reddito annuo entro gli 80.000€, ha la possibilità di convertire il premio di risultato in beni e servizi welfare..

Per l’azienda

Attualmente, l’agevolazione fiscale e contributiva sui premi di risultato corrisposti in welfare si applica a premi con valore massimo sino a 3.000€.

I REQUISITI NECESSARI PER “WELFARIZZARE”
I PREMI DI RISULTATO

Per accedere alla detassazione e decontribuzione dei premi, l’azienda può dotarsi di un regolamento interno di tipo unilaterale, oppure siglare un accordo integrativo, In questo secondo caso, devono essere conseguiti gli obiettivi prestabiliti in un determinato periodo congruo, che può variare a discrezione dell’azienda (annuale, infrannuale o pluriennale). Può trattarsi di obiettivi di costo, di ricavo, di produttività, di riduzione dell’assenteismo, ecc..

Per permettere al lavoratore di convertire i premi di risultato in welfare, occorre che tale opzione sia prevista a priori nell’accordo. Un vantaggio considerevole si ha se il lavoratore opta per la conversione del premio in previdenza complementare e in forme di assistenza sanitaria integrativa. Infatti, in questo caso, è possibile derogare ai limiti di importo esclusi dal reddito.

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