Esperienze welfare

Accordo Nestlè: welfare aziendale, promozione delle pari opportunità e work-life balance

Materie diverse ma complementari. Non è un caso che nell’accordo Nestlè (del 23 luglio 2018) il welfare aziendale, la promozione delle pari opportunità e la conciliazione vita-lavoro si trovino richiamati nello stesso paragrafo.

In particolare si sottolinea come queste misure siano funzionali alla piena espressione delle potenzialità professionali delle persone favorendo la creazione di valore condiviso e la sua sostenibilità nel tempo. Da segnalare come tra le tematiche di approfondimento delle Commissioni Bilaterali presenti in azienda vi siano proprio anche gli ambiti del work-life balance e del welfare contrattuale.

Il riferimento agli specifici accordi già sottoscritti in tema di Lavoro Agile, Telelavoro, Smart working e Congedo di paternità, ambiti su cui peraltro Nestlè ha fatto da apripista nel panorama italiano, denotano un’accezione molto estesa del concetto di welfare.

Da questo punto di vista si riscontra la volontà delle parti di implementare modelli di distribuzione degli orari di lavoro flessibili e family friendly con particolare attenzione per quei lavoratori con figli con disabilità o impegnati in compiti di cura verso genitori anziani o non-autosufficienti.

In tema di conciliazione dei tempi di vita e lavoro – work-life balance, proprio nel recente accordo, si richiede ai manager maggior attenzione nella gestione dei tempi di lavoro nel rispetto del periodo di maternità, per favorire un miglior bilanciamento della genitorialità nell’ottica di contribuire allo sviluppo dell’occupazione femminile. Inoltre si prevede:

  • la possibilità per il padre di usufruire di 4 giorni di permesso retribuito in occasione della nascita del figlio;
  • l’estensione del congedo di paternità a massimo due settimane di cui usufruire entro i primi tre anni dalla nascita (o dall’ingresso del minore in famiglia) con il riconoscimento del 100% della retribuzione;
  • una banca ore solidale per la cessione di ore a favore di colleghi che si trovino nella necessità di assistere figli minori in condizioni di salute tali da richiedere cure costanti. Da parte sua, l’Azienda, contribuirà con un numero di ore di permesso retribuito pari a quelle cedute dai dipendenti fino ad un massimo di 40 ore per caso;
  • l’elevazione dei permessi retribuiti in caso di gravi patologie del figlio previsti dal CCNL da 2 a 3 giorni.

Entro i limiti percentuali stabili (7% dell’organico di ciascuna Unità), è inoltre facilitato l’accoglimento della richiesta di trasformazione dell’orario di lavoro da full-time a part-time per i lavoratori affetti da una grave patologia, che abbiano carichi familiari legati alla presenza di un figlio entro i primi tre anni di vita e/o un anziano non-autosufficiente oppure che abbiano un minore in adozione o affidamento. Vengono inoltre stabiliti alcuni criteri per la programmazione delle ferie e dei riposi.

Per quanto riguarda il welfare contrattuale, le parti si impegnano ad attivare una Commissione Bilaterale specifica per approfondire le questioni relative alla convertibilità del premio di produttività in prestazioni di welfare, con particolare attenzione alle proposte di welfare sociale, e all’eventuale possibilità di incrementare il valore del premio convertibile in welfare fissato dall’accordo nella percentuale massima del 30%. Anche in questo caso si conferma quindi un approccio di relazioni industriali condiviso in materia.

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