Esperienze welfare

Accordo Mondadori, la conciliazione al centro

Un accordo che dedica ampio spazio alla conciliazione vita-lavoro e alle pari opportunità in particolare attraverso misure c.d. permissistiche che migliorino la risposta ai bisogni dei lavoratori rispetto a quanto previsto dalla contrattazione nazionale e la legislazione in materia.

Le previsioni sul tema della conciliazione nell’Accordo integrativo aziendale Mondadori del 27 luglio 2018 si estendono alle seguenti materie:

Rientro dalla maternità

Le dipendenti nei primi 6 mesi successivi al primo rientro dalla maternità (oppure i padri, ove ricorrano le condizioni di legge) possono effettuare la timbratura posticipata usufruendo della riduzione di un’ora di lavoro giornaliero. Nella prima giornata di lavoro al rientro la lavoratrice sarà informata su quanto accaduto durante la sua assenza al fine di poter riprendere la sua attività.

Congedo di natalità

E’ riconosciuto ai dipendenti padri la possibilità di usufruire di un congedo di 10 giorni lavorativi anche non consecutivi per ciascun figlio (normalmente retribuiti) da usufruire entro il quinto mese dalla nascita (o ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Tale congedo include e assorbe i permessi previsti dalla normativa vigente per lo stesso motivo).

Sostegno alla maternità

Si favorisce la fruizione da parte dei dipendenti del periodo di assenza facoltativa (congedo parentale) permettendo loro di richiedere e di beneficiare mensilmente di un anticipo del 20% della normale retribuzione lorda (poi recuperato in 12 quote mensili da trattenere alle 12 retribuzioni successive al rientro al lavoro del dipendente).

Part-time

L’azienda si impegna a riconoscere, ove richiesto, il lavoro a tempo parziale per i genitori di bambini fino a tre anni e di valutarne la concessione anche a fronte di comprovate ragioni di carattere familiare e/o di salute.

Permessi visite mediche

Sono riconosciuti permessi retribuiti nel limite massimo di tre giorni l’anno (fruibili anche in frazioni di mezze giornate) per l’effettuazione di visite mediche e esami diagnostici).

Permessi per lutto

Possibilità di usufruire di tre giorni lavorativi per evento riguardante coniuge, convivente stabile, parenti entro il secondo grado di parente e affini entro il primo.

Molestie e violenze nei luoghi di lavoro

In aggiunta a quanta previsto dall’art. 24 del d.lgs n. 81 del 15 giugno 2015 («La dipendente di datore di lavoro pubblico o privato, inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio di cui all’articolo 5-bis decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, ha il diritto di astenersi dal lavoro per motivi connessi al suddetto percorso di protezione per un periodo massimo di tre mesi») sono riconosciuti ulteriori 30 giorni di permesso retribuito ove la lavoratrice ne faccia richiesta.

Patologie gravi

Ai dipendenti con gravi patologie che abbiano fatto richiesta di pensione di inabilità è riconosciuta la conservazione del posto senza alcun limite fino all’accoglimento della domanda. Inoltre i giorni di assenza per terapie o controlli, se non rientrano nelle ipotesi di assenza per malattia, sono considerati come permessi retribuiti senza entrare del computo del comporto.

Permessi di studio giornalieri e orari

In particolare, per l’ottenimento di titoli di studio legalmente riconosciuti, sono previsti 5 giorni all’anno (usufruibili anche in mezze giornate) per la preparazione di esami e un giorno lavorativo per ogni prova d’esame sostenuta. Sono inoltre riconosciute per corsi di specializzazione presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti 150 ore di permessi retribuiti nell’arco di un triennio.

Lavoro agile

Sempre con l’obiettivo di promuovere una migliore conciliazione vita-lavoro le parti inoltre si sono impegnate a costituire una Commissione Bilaterale che definisca un regolamento attuativo del lavoro agile.

 

È invece ricollegata esclusivamente al premio di risultato l’erogazione di misure di welfare aziendale, dando la possibilità ai dipendenti di welfarizzare l’intero premio o una parte dello stesso. Il premio di risultato e conseguentemente, la possibilità di convertirlo in welfare, sono riconosciuti anche ai dipendenti a tempo determinato con un contratto di almeno 3 mesi e per i lavoratori part-time è prevista una riparametrazione. Il valore convertito in welfare dovrà infine essere fruito entro 12 mesi dal riconoscimento ed eventualmente entro la cessazione del rapporto di lavoro.

Si rileva infine come nell’accordo la materia welfare aziendale rimanga in secondo piano, prevista solo come modalità di erogazione del premio di risultato, senza un effettivo orientamento dello strumento funzionale e organizzativo.

Iscriviti
alla newsletter
Confermo la presa visione dell’ informativa Privacy